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Qualità della vita

QUALITÀ DELLA VITA

Economia e territorio: l’alleanza virtuosa che fa crescere Flero


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Qualità della Vita
22 feb 2019, 15:38
QUALITA' DELLA VITA, TAPPA A FLERO

Una piccola capitale del sistema produttivo bresciano. Due zone industriali che integrano artigianato e piccola e media industria, ospitando mille e 77 imprese con cinquemila e quattrocento lavoratori. Il primo distretto italiano, con tredici aziende, per quanto riguarda la lavorazione e la distribuzione dell’acciaio. Un alto tasso di innovazione e pochi disoccupati. È la carta di identità di Flero, sezione economia. Un quadro che si completa con l’associazionismo vivace, la società civile reattiva, il benessere diffuso.

«Perché non può esistere una economia florida senza la sinergia con il territorio» dice il sindaco Pietro Alberti. «Del resto - aggiunge - imprenditori dinamici come i nostri costringono anche il paese e il Comune a stare al passo per vincere le sfide che abbiamo davanti». Cioè garantire lavoro, casa, coesione sociale, opportunità e servizi per stare insieme: in poche parole, mantenere Flero una comunità. E che il paese sia tale si è visto nella serata di presentazione del nostro VI rapporto sulla Qualità della vita nei 46 Comuni bresciani più popolosi. Al tavolo dei relatori, nel teatro Le Muse, il sindaco Alberti, il vice direttore del Giornale di Brescia Gabriele Colleoni, il direttore territoriale di Ubi Banca Maurizio Veggio, stimolati dalle domande del nostro vice caporedattore Claudio Venturelli.

In sala tanti ospiti, coprotagonisti del dibattito. Nella graduatoria finale della ricerca Flero è al 9° posto, primo per quanto attiene l’economia e il lavoro. «La nostra zona industriale è sorta negli anni Settanta», spiega il sindaco. «Imprese nate piccole sono cresciute fino a diventare un simbolo di Flero in Italia e nel mondo. Una espansione che continua».

La vicinanza a Brescia, la prossimità alle grandi strade di scorrimento, la disponibilità di capannoni di pregio sono stati determinanti. IlComune è impegnato ad assecondare questa vocazione. «Abbiamo incontrato i nostri imprenditori - dice Alberti - per capire di cosa hanno bisogno. A breve apriremo uno sportello lavoro per far incontrare la domanda e l’offerta. Il valore aggiunto di questo servizio sarà la formazione dei lavoratori». La mancanza di adeguate figure professionali è uno dei punti dolenti dell’economia bresciana e anche flerese, ha sottolineato Colleoni: «Ad industria 4.0 deve corrispondere una manodopera qualificata 4.0». Iniziative e progetti «per aggiornare i lavoratori sono assolutamente necessari».

 

 

Tanto più in tempi di profondi cambiamenti e di crisi come quelli che stiamo vivendo. Marco Veggio dipinge uno scenario economico in chiaroscuro: «C’è un rallentamento generale dell’economia, anche se Brescia soffre meno di altri». I tassi stanno crescendo, lo spread è alto, l’inflazione non si vede. Qualcosa di buono potrebbe arrivare dalla Banca Centrale Europea con nuove iniezioni di liquidità «che farebbero bene alle aziende». Emerge ancora più chiaramente una necessità: fare rete.

«Quando le imprese, anche nel Bresciano, si sono messe insieme per fare investimenti o per dialogare tra committenti e fornitori - sottolinea Veggio - ci sono stati risultati positivi interessanti». Un messaggio chiaro. «Del resto - prosegue - in futuro le banche dovranno essere sempre più dei consulenti in grado di mettere in contatto le aziende che vogliono crescere e gli investitori».

L’Amministrazione comunale continua a fare la sua parte. «Siamo attenti alle esigenze delle imprese», dice Alberti. Elenca tre atti concreti a favore delle aziende: «Abbiamo fatto una convenzione con lo Sportello unico delle attività produttive di Castenedolo per snellire le pratiche anche per le nostre imprese, stiamo perfezionando una variante al Pgt, abbiamo risolto il problema delle alluvioni nella zona industriale nord ovest grazie ad una vasca di laminazione, che ci costa un milione di euro».

Flero è cresciuto moltissimo negli ultimi decenni. Nel 1971 gli abitanti erano 3.500, nei vent’anni successivi si sono raddoppiati. Oggi siamo oltre gli ottomila e ottocento. «C’è stata una evoluzione impetuosa - osserva il sindaco - ma le associazioni sono state un collante fondamentale per tenere unita la comunità. Non siamo diventati un paese dormitorio, ci sentiamo tutti fleresi al di là della provenienza». Adesso il Comune è impegnato a realizzare due opere di carattere sociale: il centro diurno integrato nelle ex scuole e strutture di residenzialità leggera per gli anziani. «È giusto - commenta il sindaco - che la ricchezza generata dall’economia ricada sul territorio a favore delle fasce più deboli della popolazione».

Il senso civico di questa comunità, osserva Gabriele Colleoni, ha certamente contribuito alla tenuta della coesione sociale durante i tempi difficili della crisi. Le relazioni sociali sono l’ossatura di un paese. La premessa, anche, per un buon livello di sicurezza favorito dal controllo di vicinato. Flero, considerando i dati della nostra ricerca forniti dal Ministero dell’Interno, può dirsi un centro sicuro. Il Comune sta investendo anche in questo settore, con nuove telecamere sui varchi di entrata e nelle zone più sensibili del paese. Si pensa anche al verde. Flero vanta 210mila mq di verde pubblico: «Vogliamo migliorare - dice il sindaco - piantumando migliaia di alberi nella zona della vasca di laminazione, creando una barriera fra l’area produttiva e quella residenziale». Non solo economia, dunque. «È importante - chiude Colleoni - che alla crescita economica si accompagnino quella sociale e culturale. Come accade qui a Flero».

 

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