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Progetto OASI

GENITORI IN QUARANTENA

Adolescenza e privacy: come trovare l’equilibrio giusto


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Progetto Oasi
9 mag 2020, 10:06
Progetto Oasi: il tema adolescenza e rapporto con i genitori

Progetto Oasi: il tema adolescenza e rapporto con i genitori

Cari Genitori,

in questi giorni molte delle vostre abitudini sono cambiate, nella vostra quotidianità e nelle vostre relazioni.

In un periodo in cui tutti ci dicono come occupare il tempo in quarantena (dai consigli sulle pulizie o sul bricolage, agli articoli sul mantenimento del benessere psicofisico individuale), quello che manca maggiormente a molti genitori sono gli strumenti per gestire la relazione con i propri figli, in particolar modo per genitori di preadolescenti e adolescenti: un’età della vita che impone cambiamenti fisici, psicologici, sociali e nuovi bisogni che possono rendere ancor più faticoso vivere le restrizioni imposte da questa emergenza sanitaria.

Come professionisti della cooperativa Il Calabrone, lavoriamo ogni giorno con tanti giovani e le loro famiglie, accompagnandoli e sostenendoli nelle difficoltà che incontrano. 

Attraverso questa rubrica vogliamo condividere domande e riflessioni sul tema Famiglie con preadolescenti e adolescenti al tempo del coronavirus.

Vogliamo provare a comprendere insieme a voi quello che sta succedendo e offrire semplici spunti, sia di riflessione, sia di gestione della vita quotidiana in famiglia. 

La nostra formazione, infatti, ci porta, innanzitutto, a cercare di capire il contesto, dare significati e leggere atteggiamenti e comportamenti di preadolescenti e adolescenti. Sono queste che permettono di arrivare alla pratica: come un giocatore che, per giocare al meglio, deve conoscere bene le regole del gioco e non solo il suo avversario ma soprattutto i suoi compagni di squadra. 

Vi proponiamo, quindi, alcuni interrogativi che ci sono giunti da genitori: analizziamoli insieme per riflettere e trovare modalità funzionali per vivere questo periodo in famiglia.

Buongiorno,

sono la madre di Emma, 13 anni. In questo periodo, sarà che siamo tutti a casa insieme, sarà che lei inizia ad essere un po’ più grande, ma facciamo davvero fatica a capirci. In questi giorni poi la vedo sfuggente, io vorrei approfittare di questo tempo per stare insieme ma lei rifiuta ogni mia minima proposta, dal preparare una torta a fare ginnastica insieme. Mi sento frustrata perché ho l’impressione che i miei sforzi non servano a nulla.

Rispondiamo alla mamma di Emma:

Sono davvero tanti e complessi i cambiamenti ed i compiti evolutivi dei giovani sulla soglia della pubertà! Ciò contribuisce a rendere spesso ragazzi/e “disorientanti e disorientanti”, soprattutto all’ingresso di questa fase di crescita, come scrive la psicoterapeuta Sofia Bignamini, che definisce i preadolescenti come “i mutanti”. Il corpo cambia senza chiedere il permesso, c’è la necessità di definire una nuova immagine di sé, si modifica il modo di vivere il rapporto con i coetanei e cresce il bisogno di sganciarsi da alcuni aspetti del rapporto con i genitori.

Con l’ingresso nella preadolescenza cambia il rapporto con i genitori: se nell’infanzia i bisogni emotivi e fisici erano soddisfatti dagli interventi di mamma e papà, oggi Emma, in piena fase preadolescenziale, si confronta con il fatto che dovrà imparare a svolgere da sé quelle funzioni: mantenere una buona immagine di sé, sapersi occupare delle proprie emozioni e sentimenti, avere cura delle proprie relazioni, darsi degli obiettivi, valori e desideri propri e coltivarli… insomma, occuparsi della propria vita. 

Gli spazi privati e lontano dagli sguardi di mamma e papà diventano quindi luoghi in cui sperimentarsi, delle palestre per allenarsi ad acquisire quella autonomia psicologica e pratica che ogni adolescente dovrà pian piano acquisire.

La situazione di reclusione che ci si trova a vivere in questa emergenza sanitaria rende tutto ciò più complicato anche per i/le ragazzi/e: costretti a stare h24 in famiglia o comunque in casa; gli spazi privati e intimi sono fortemente ridotti dalla costante presenza in casa di tutti i componenti della famiglia. È vietato incontrare fisicamente i coetanei, se li si incontra online c’è la possibilità che ci sia qualche famigliare accanto o dietro la porta che potrebbe sentire… Tutto il contrario dei nuovi bisogni e movimenti di cui abbiamo appena parlato.

Cresce quindi il bisogno di privacy ed intimità: è molto importante per Emma ed i ragazzi/e della sua età avere spazi mentali e fisici in cui gli altri non possano entrare (in particolare i genitori) e all’interno dei quali crescere e difendere i propri pensieri, sentimenti, passioni, valori e visioni del mondo. 

Questo non significa che i genitori debbano starsene sempre in disparte e abbandonare Emma a cavarsela da sola. Sappiamo che la solitudine emotiva, soprattutto in età di sviluppo, è un grande fattore di rischio. Crescere non è abbandonare il legame con i genitori, bensì riuscire a modificarlo insieme. Ciò che i genitori devono riuscire a stabilire è una buona distanza/vicinanza: quella descritta nella favola dei porcospini. Per stare abbastanza bene non possono stare né troppo vicini, perché si spinerebbero, né troppo lontani, perché, non potendo godere del calore della vicinanza reciproca, morirebbero di freddo nelle giornate invernali.

Pertanto, consigliamo alla mamma di Emma di allenarsi a modulare questa distanza/vicinanza con la figlia, giorno per giorno e nei vari momenti della giornata. Per fare ciò dovrà osservarla, cercare di capirla, senza svalutare il suo bisogno di riservatezza e spazi privati. Potrebbe provare, in un momento di tranquillità, a parlarne con lei dicendole che ha l’impressione che sia sfuggente, chiederle come sta vivendo questo periodo e che se fosse in fatica vorrebbe sapere cosa potrebbe fare per farla stare meglio.

Al tempo stesso è importante che ad ogni ragazzo/a, anche in questo periodo di permanenza necessaria in casa, sia garantito uno spazio per la propria privacy ed intimità, magari anche uno spazio “ad ore” per cui si può stabilire che alcuni luoghi della casa possano essere usati a turno, definendo insieme tempi e modi.

Ovviamente non esistono parole magiche, il consiglio che diamo ai genitori che si riconoscono in questa situazione è quello di aprire un dialogo con i/le propri/e figli/e, tenendo a mente il bisogno di spazi individuali ma anche l’importanza dei momenti comuni e costruendo insieme la giusta ricetta per la propria famiglia.

E voi? Quali dubbi state attraversando? Quali riflessioni? 

Scriveteci a [email protected]

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Per una consulenza personalizzata, rivolgiti allo sportello d’ascolto del progetto Oasi.

 

PER CHI HA VOGLIA DI LEGGERE

Condividiamo l’idea di adolescenza come fenomeno che coinvolge tutta la famiglia e non sono il figlio/a; a questo proposito consigliamo due letture:

  • Ammaniti, La Famiglia Adolescente, Laterza
  • Bignamini, I mutanti, Solferino

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