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Se il giallo è in banca: «Paris Noir» in edicola col GdB


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2 ott 2020, 09:46
Paris Noir: finanza, Parigi e Milano sullo sfondo dell'intrigo firmato dalla bresciana Ida Ferrari, disponibile col GdB - © www.giornaledibrescia.it

Paris Noir: finanza, Parigi e Milano sullo sfondo dell'intrigo firmato dalla bresciana Ida Ferrari, disponibile col GdB - © www.giornaledibrescia.it

«La banca è una fonte incredibile di storie». Ida Ferrari ancora una volta attinge al suo ambiente di lavoro per l’ordito che regge la trama principale del suo nuovo giallo. E dimostra come il mondo degli uffici finanziari sia luogo fertile per la letteratura, anche poliziesca. Maurizio De Giovanni docet, verrebbe da dire.

È nella filiale milanese della banca Sant’Ambrogio che lavorano Greta e Gianluca, si conoscono solo di vista quando i loro destini si incrociano per puro caso, un venerdì sera, all’uscita, sotto un improvviso acquazzone. Lei deve ancora preparare il trolley per una breve vacanza, lui nel borsone si sta portando via la cifra considerevole che avrebbe dovuto mettere nello sportello del bancomat. Entrambi sono diretti a Parigi... Tra i Navigli e la Senna si dipana «Paris noir» (Golem edizioni, 308 pp., 13,90 euro - ora in edicola con il GdB a 9,90 euro oltre al prezzo del quotidiano), avvincente thriller poliziesco uscito dalla felice penna della scrittrice-bancaria bresciana, e che si è aggiudicato il Premio Città di Pontremoli 2020 per il romanzo giallo e il 2° Premio della quarta edizione di «La quercia del Myr».

Il cassiere e l’impiegata nascondono ciascuno un segreto: Gianluca è stato testimone di un delitto; Greta ha recuperato nel caveau della banca un progetto che era stato stracciato dagli eredi di un singolare architetto. Entrambi, a modo loro, vorrebbero fare giustizia. Il caso farà di nuovo incrociare le loro strade sulla piazza davanti a Notre-Dame. Finiranno a condividere agitate e paurose giornate parigine, in una storia dove nulla è come appare, e neppure come si potrebbe credere. In soccorso ai due, da Milano giungeranno Paolo Bosco e Simona Fontana, un ex poliziotto e la nipote del suo vecchio e compianto capo, che condividono un’agenzia investigativa.

Li avevamo già visti all’opera ne «La vincita», il precedente thriller di Ida Ferrari imperniato su una giocata al Superenalotto che travolgeva un maturo dirigente d’una compagnia di leasing e la sua giovane amante ucraina. Anche in questa avventura, accanto ai due detective sta Neo, hacker dalle mille risorse. Il sottofondo nascosto, infido e velenoso del Deep Web ha una parte non secondaria nell’evolversi del thriller.

«In banca si incontrano molte storie curiose - spiega Ida Ferrari -. Alcune servono da spunto, come in questo romanzo, altre sono talmente incredibili che ti lasciano sorpresa. In un altro mio libro, "Torte gemelle", ho riportato una vicenda così come me l’aveva raccontata una cliente». Il resto di un’eredità lasciata in una cassetta di sicurezza e una consistente polizza assicurativa sono i punti di partenza dei due filoni che reggono le avventure di Gianluca e Greta. Il resto è tutto merito dell’abilità inventiva dell’autrice.

«Paris noir» è avvincente e costruito con abilità. È montato con stile fiction: capitoli brevi, scene incalzanti, rapidi cambi di prospettiva. Appare in tutta la sua efficacia la tecnica della narrativa che Ida Ferrari ha avuto modo di sperimentare alla Scuola Holden di Torino. Il ritmo è veloce e diventa notevole nei passaggi più movimentati. Non si fa fatica a comprendere le ragioni per le quali l’editore Armando Curcio abbia chiesto alla Ferrari di firmare con lo pseudonimo americano di Carol J. Keaton il suo primo giallo, «Blackmail». L’impostazione delle scene d’azione è molto americana. Ora la Ferrari ha riconquistato appieno la sua identità bresciana - con ascendenze materne francesi, e si sente - e dopo racconti tradotti in inglese (Roberta Camminava), in francese (Torte gemelle) e in spagnolo (Intorno a lei), prosegue la strada del giallo. In «Paris noir» ci regala anche un’incursione nei disagi adolescenziali e nelle trappole di Internet, con uno sguardo acuto sui misteri della Balena Blu. «La banca è una fonte incredibile di storie»: lascia così intendere che altre ne ha già sulla punta della penna.

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