Come si misura la temperatura dell'aria? La domanda sembra banale, ma in realtà non lo è. Se vi fidate ciecamente del termometro della vostra automobile, o se non potete fare a meno di dare un’occhiata alle temperature che compaiono sulle insegne di alcune farmacie, probabilmente rimarrete delusi. L’O.M.M. (Organizzazione Meteorologica Mondiale) stabilisce norme ben precise, il cui rispetto è fondamentale per effettuare rilevazioni attendibili.
Regola numero uno: il termoigrometro, correttamente tarato, dev’essere protetto dalla radiazione solare diretta. Per questo motivo, va collocato all’interno di una capannina meteorologica o di uno schermo solare: nel primo caso si tratta di una struttura di legno verniciato di bianco, nel secondo di un involucro formato da alcuni piatti di melamina, anch’essa rigorosamente bianca.
La posizione ideale è su un prato, ad un’altezza compresa fra 170 e 200 centimetri, lontano da muri, asfalto o fonti di calore che inevitabilmente provocherebbero una sovrastima della temperatura.
Chiariti questi aspetti, è arrivato il momento di smentire una convinzione diffusa, ma del tutto infondata: a Brescia, in oltre 70 anni di rilevazioni, la fatidica soglia dei 40 gradi non è mai stata raggiunta. Il record di caldo, tuttora imbattuto, risale al pomeriggio dell’11 agosto 2003, quando l’osservatorio dell’istituto Pastori toccò i +39,2°C. Se vi è capitato di leggere valori ben più alti, magari anche di 43 o 44 gradi, la spiegazione è molto semplice: il mancato rispetto delle norme stabilite dall’OMM provoca una netta sovrastima dei valori, che non rispecchiano la reale temperatura dell’aria.
Ecco perché, quando si parla di numeri, è bene fidarsi solo ed esclusivamente delle stazioni meteorologiche.



