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Nuovi sensori su vecchi trattori: così internet arriva nei campi


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Industria 4.0
9 feb 2017, 18:01

Sorprendente. La cara, vecchia (e magari un po’ acciaccata) agricoltura è capace di sorprendere quanto ad innovazione. In fondo non ci si dovrebbe poi sorprendere perchè nei e sui campi è nata molta innovazione digitale e high tech. Il trattore cieco, senza guidatore, pilotato da software e dal satellite è nato nei campi, è già operativo, mentre Google manco immaginava (o forse sì, chi lo sa?) l’auto senza autista.

Fari e non solo. A Leno, alla Cobo, gruppo che essenzialmente produce fanaleria per grandi macchine (scavatori, camion, trattori) e per moto (Ducati, per fare un nome), ma che sta presentando un prodotto innovativo, anche per la stessa Cobo.

Lo chiamano Sentinel ed è un sistema di gestione e controllo del lavoro nei campi che passa da una centralina di controllo installata sul trattore che si collega con un sensore che viene installato su quel che il trattore tira: un aratro, l’erpice, la seminatrice, le pompe per il diserbante, un carro. Tutto sensorizzato. Risultato: si può controllare quel che accade in campo standosene a casa, in ufficio, magari in stalla. Non è solo uno sfizio: è uno strumento di lavoro e di controllo di gestione perchè con un solo colpo d’occhio potete vedere la posizione del trattore (e quindi in che campo sta lavorando), la velocità, il consumo, che tipo di lavorazione sta facendo, chi guida il trattore.

Contoterzisti. Certo, se avete un solo trattore in azienda, e magari siete voi e il figlio gli unici che sgobbano, la cosa può apparire superflua (ma non è detto); se invece siete un contoterzista che magari ha cinque trattori, quattro aratri, due mietitrebbie e via andando, e poi gestite lavorazioni in quaranta-cinquanta aziende agricole, il Sentinel è una bella comodità e un utile strumento per gestire l’azienda.

A ogni fine giornata con un clic avete quel che le vostre macchine hanno fatto, i tempi, le ore lavorate, quanto carburante hanno consumato e quindi sapete cosa avete speso con la possibilità di fare un resoconto dettagliato.

C’è la ciliegina. Non solo. Sentinel ha una ciliegina aggiuntiva. Quando il trattore finisce una lavorazione in un campo, Sentinel fa cambiar colore alla mappa del campo stesso. E quindi se avete arato è marrone, poi la fresatura fa cambiare tonalità di colore e via via sfumando e lavorando. Risultato: potete avere la mappa delle diverse lavorazioni fatte o da fare nelle diverse aziende, utile a sapersi per razionalizzare al meglio gli spostamenti dei vostri mezzi. Tutto sul vostro pc o tablet.

In diretta dai campi. «Live from the fields», in diretta dai campi, sorride compiaciuto Gino Mainardi, l’ingegnere cui fa capo il progetto e che segue gestendo in contemporanea Cobo Usa. «È la sensorizzazione della terra - dice -. I sensori li facciamo noi. Una nuova generazione di sensori progettati e prodotti dalla Cobo, sensori particolari, sensori da fango li chiamo io, particolarmente adatti a lavorare in ambienti ostili». Mainardi ed Enrico Linetti (l’a.d. del Gruppo Cobo) dicono almeno due altre cose interessanti.

Due altre cose interessanti. La prima - molto interessante - è la possibilità di ridare una nuova vita a vecchie macchine e la seconda lo è altrettanto. E cioè: secondo Linetti il Sentinel potrebbe essere anche uno strumento per valorizzare ulteriormente il made in Italy agro-alimentare. Sì, lo sappiamo: il nostro food è il primo (o fra i primi, via) al mondo per qualità e varietà. Adesso siamo anche diventati bravini a raccontarlo (non come i francesi, cela va sans dire ) ma ci stiamo impegnando. Ebbene, suggerisce Mainardi, perchè non dire anche non solo le proprietà organolettiche del prodotto, non solo raccontare la storia di quel prodotto o dell’azienda ma dire - anche - quando e come e chi ha lavorato la terra, quella terra che ha dato origine a quel prodotto? Beh, non è male come idea di marketing ma anche come difesa dell’origine del prodotto.

Con Nutcracker e PG. Nella scelta di investire su Sentinel, il gruppo Cobo è stato assistito dalla Nutcracker, una società che sviluppa progetti di marketing strategico fondata nel 2013 da Giuliano Noci (bresciano, professore al Politecnico di Milano), e che segue grandi aziende (Mercedes, A2a, Metro) ma anche piccole (come la M&M Forgings camuna). La società è collegata alla PG-Project Group, azienda bresciana che lavora su strategie e organizzazione aziendale. Le due aziende sono presiedute da Giovanni Renzi Brivio e di fatto gran parte dei soci dell’una sono presenti nell’altra. //

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