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A SALÒ

Usare i dati per prevedere il futuro: la sfida di Mipu


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Impresa 4.0
6 ott 2017, 06:00

Quasi al completo: in Mipu lavorano una cinquantina di addetti - © www.giornaledibrescia.it

Con la leva giusta si può sollevare il mondo, che tradotto nel linguaggio dell'industria suona più o meno così: grazie alle competenze non c'è mercato nel quale non ci si possa inserire. Non lontano dalle sponde del lago di Garda, nella zona industriale di Salò in via Fermi 5/a, dal 2012 esiste una realtà che ha declinato il motto di Archimede in ottica 4.0. Il gruppo Mipu guidato da Giulia Baccarin si pone infatti l'obiettivo di accompagnare e assistere le aziende B2B nello sviluppo di un business connesso e predittivo.

«Il 4.0 è una rivoluzione che nasce dalla digitalizzazione di tutti i processi aziendali - spiega Baccarin, co-founder di Mipu e fra i riferimenti della nuova imprenditoria femminile bresciana -. I dati sono al centro di tutto ma, se non si è in grado di analizzare l'enorme mole di informazioni fornite dalle macchine, ogni sforzo è inutile».

T1-_WEBTrasformare i dati in previsione sul futuro è per Baccarin il cuore pulsante di tutto il discorso che va sotto il nome di Industria 4.0 ed è per questo che Mipu, un vero e proprio hub dell'analisi predittiva da 4,5 milioni di euro di fatturato nel 2016, lavora in Italia e nel mondo per orientare le imprese attraverso consulenze e percorsi di formazione dedicati.

Ma la società di Salò cela al suo interno anche molto di più. Sotto il cappello di Mipu, che svolge un ruolo di holding, sono presenti infatti anche tre altre realtà, distinte dalla capogruppo che svolge il ruolo di think tank e centro di ricerca. The Energy Audit, che realizza software per l'analisi e il controllo dei consumi energetici; I-Care,specializzata nella manutenzione predittiva e ingegneria dell'affidabiltà, e Inspiring Software, con il compito di offrire soluzioni di machine learning per gli impianti industriali, sono le tre punte di diamante del gruppo di Salò.

Energy Audit è nata nel 2014 ed ha avuto ampi riconoscimenti internazionali ed è stata selezionata dal Governo della Corea per un progetto di Eco-Innovation che coinvolgerà 20 aziende di quel Paese. Separati, ma insieme. Ciascuna opera per proprio conto e con i propri clienti (in larga parte non italiani), condividendo però in alcuni casi risorse e competenze.

Perché anche questa è un'attitudine al 4.0: con circa cinquanta collaboratori fissi, di cui il 75% di età inferiore ai trent'anni, l'universo che fa riferimento a Mipu si caratterizza per una grande flessibilità. «Nonostante questo, in Italia e in particolare a Brescia, il nostro business è ancora limitato - chiosa Giulia Baccarin -. Operiamo molto all'estero, soprattutto in Giappone e Corea del Sud, come accennato, dove la propensione all'innovazione è più alta anche grazie ad ingenti investimenti governativi». «Ad animare il nostro operato è anche uno spirito che potremmo definire sociale - aggiunge Giulia Baccarin -. Cardini etici del nostro business sono infatti il rispetto della diversità di genere nei ruoli chiave e la ricaduta del lavoro sul territorio. Per un minimo di cinque anni reinvestiamo in Italia tutti gli utili, con il fine di creare nuovo lavoro tecnologico».

 

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