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Un'anima digitale e un corpo fiacco, ma c'è ancora speranza


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Impresa 4.0
11 ott 2019, 05:00
Sempre più il tema del 4.0 va a riguardare non solo i tecnici ma anche i manager

Sempre più il tema del 4.0 va a riguardare non solo i tecnici ma anche i manager

Diciamo che le speranze non mancano. Del resto, verrebbe da dire, senza un bel bagaglio di speranze tanto varrebbe chiuder baracca e burattini. Dati e speranze. Partiamo dai dati. La Netconsulting Cube ha intervistato i top manager di una settantina di grandi aziende sul tema - semplifico, ma credo ci intendiamo - del digitale (cloud, Iot, I.A., blockchain ecc.). Il fatto positivo è che rispetto a tre anni fa, è quasi raddoppiata (siamo all’80%) la quota di aziende impegnate nella trasformazione tecnologica. Significa che un bel po’ di aziende (immaginando di trasferire i risultati del sondaggio su scala più ampia) stanno investendo ad un ritmo accelerato sulle tecnologie. Bene.

C’è altro, ed è un dato egualmente importante: sempre più il tema del 4.0 va a riguardare non solo i tecnici o i responsabili Ict ma anche i vertici; gli input e le condivisioni arrivano ai piani alti. E questi sono i dati (alcuni, per carità) positivi. C’è anche un formidabile handicap, non nuovo ma da ribadire: mancano competenze. Data scientist, architetti It ed esperti di sicurezza son rari come i panda.

Poi ci sono le speranze, scampoli di speranze verrebbe da dire. C’è anzitutto l’arrivo di un ministro, Paola Pisano, ad un ministero allestito ex novo, all’Innovazione per l’appunto. Arrivano anche gli innovation manager (si veda anche nelle pagine più avanti): ci sono 50 milioni per chiedere voucher per abbattere le consulenze. C’è poi - e la cosa va rimarcata - l’annuncio che il premier Conte ha fatto a Milano nei giorni scorsi, ovvero che ci saranno più fondi per potenziare gli Its, gli istituti tecnici superiori. Fiduciosi, come sempre, attendiamo...

 

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