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IN SALA LIBRETTI

Smart Hospital, il digitale migliora l'assistenza al paziente


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Impresa 4.0
5 giu 2019, 15:01

Cartelle cliniche e referti sul cellulare, robot chirurghi, lesioni individuate dall’intelligenza artificiale. Non è ancora il livello di Israele, dove l’avatar di un medico risponde ai suoi pazienti 24 ore su 24, ma poco ci manca. Lo Smart Hospital in Poliambulanza a Brescia sta già mostrando quella che sarà la normalità futura della sanità: basata cioè sul pieno interscambio fra competenze e innovazioni tecnologiche e sull’interazione (anche) digitale con i pazienti.

La digitalizzazione dell’ospedale di via Bissolati è iniziata dieci anni fa, con la raccolta e l’archiviazione informatica di migliaia di dati. Oggi il 4.0 è pienamente operativo: «Stiamo intensificando il rapporto con aziende che si occupano di imaging e intelligenza artificiale - spiega il direttore generale della fondazione Alessandro Triboldi -. L’obiettivo è sviluppare tecnologie in grado di dare supporto clinico, aumentando la velocità diagnostica e riducendone gli errori».

 

 

Numerose e distribuite in tutta la struttura, le innovazioni tecnologiche hanno dato il via a percorsi di cura interdisciplinari e interconnessi, che sono valsi a Poliambulanza il premio Innovazione Digitale in Sanità nel 2015 e a maggio 2019 (sezione Impact). Si va dall’uso della Computer aided diagnosis, che consente una visione tridimensionale e multimodale delle lesioni di alta precisione, all’intelligenza artificiale nell’endoscopia digestiva, che aiuta il medico a individuare le lesioni nascoste colorando il tessuto; ci sono le ricostruzioni di modelli 3D, come le protesi, a partire da semplici rx e la farmacia robotizzata. A ottobre sarà anche inaugurata una sala ibrida, dove un robot-angiografo collaborativo opererà a fianco dei medici.

 

L'OSPEDALE DIGITALE E' REALTA'

 

A illustrare tutte le novità tecnologiche durante l’incontro in Sala Libretti, organizzato in collaborazione con la Inser spa, è stato il direttore operativo di Poliambulanza Umberto Cocco, che chiosa: «La tecnologia è nulla senza strategia organizzativa. Che per noi significa realizzare un sistema integrato e orientato al paziente». Ed è appunto il coinvolgimento digitale delle persone il vero punto chiave dello Smart Hospital. Non a caso i grandi player dell’IT ci hanno già messo sopra gli occhi, basti pensare ai sistemi di autodiagnosi come l’I-Watch di Apple, in grado di generare un elettrocardiogramma a ogni derivazione. «L’interazione online permette una maggiore efficienza dei servizi - sintetizza Cocco - e consente al paziente di tenersi informato sulla propria situazione clinica in tempo reale».

Fra le soluzioni smart offerte da Poliambulanza, due le novità di questi giorni: la versione aggiornata di MyPoli e la nuova app Prenoting. Il primo è la piattaforma online attraverso cui si possono prenotare visite ed esami, visualizzare la propria documentazione clinica e radiologica dal 2012 e condividerla con specialisti di altri ospedali, ritirare i referti. Prenoting è invece la app gratuita, creata da Appocrate, che facilita ulteriormente il servizio di prenotazione. Attiva 24 ore, 7 giorni su 7, permette di saltare la coda in accettazione, paragonare i costi della sanità privata con quella pubblica e ricorda all’utente una serie di informazioni utili, come il numero di ambulatorio e l’orario della visita.

«I trend confermano la crescita di prenotazioni online, che sono 6mila al mese solo in Poliambulanza. Questo non significa che il Cup è abolito - puntualizza il direttore generale di Appocrate, partner tecnico dell’ospedale, Michele Maltese -, ma che la gente apprezza sempre più le agevolazioni offerte dal digitale». Un digitale che, ha ricordato Donatella Albini, delegato alla Sanità del Comune di Brescia, non cessa di attrarre e inquietare insieme. Intanto però si stima che la sola intelligenza artificiale nel mercato sanitario varrà 34 miliardi di dollari entro il 2025 (fonte: Tractica) e che gli ospedali digitalizzati siano già in grado di risparmiare circa 5 miliardi all’anno. Dati da affiancare al timore di molti che i medici possano diventare figure obsolete. Ma gli esperti rassicurano: «Non accadrà. Il rapporto personale e il dialogo non potranno mai essere sostituiti da un robot».

 

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