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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Quanto ti resta impressa una foto? Ora si può misurare


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Impresa 4.0
13 giu 2019, 10:04
A sinistra l'originale, a destra la mappa di calore che indica i punti più strategici della foto

A sinistra l'originale, a destra la mappa di calore che indica i punti più strategici della foto

I bit incontrano l'empatia, il codice s'imbeve di emozioni, le sfilze di numeri dietro a un algoritmo indagano i sentimenti più profondi. Quanta paura può fare il deep learning - l'apprendimento automatico - che si avvicina sempre di più al cervello umano? Tanta. Viene subito spontaneo pensare a quelle situazioni surreali in stile «Her» di Spike Jonze, dove non si percepisce più nemmeno il confine tra reale e virtuale. E subentra perfino l'innamoramento, ma questa è un'altra storia.

Eppure il sistema operativo che impara a conoscerci ha un che di affascinante, un potere ammaliatore che strizza l'occhio a un futuro sempre meno distopico. Addio fantascienza, l'improbabile è qui. Nuove frontiere. Lo sa bene Luigi Linotto, cofondatore insieme a Dario Melpignano dell'azienda bresciana di software Neosperience, dal 2006 specializzata in digital customer experience. Per farla semplice: la nuova frontiera del marketing online. Per farla ancora più semplice: vendere in modo efficace prodotti e servizi sul web.

Lo abbiamo incontrato in occasione del lancio della loro ultima creatura - Neosperience Image Memorability - una tecnologia unica basata sull'intelligenza artificiale, che permette di misurare in modo oggettivo la memorabilità di una fotografia nel tempo. Ovvero di capire se un'immagine ha l'impatto giusto per suscitare una reazione utile in un potenziale cliente.

Un'analisi credibile, confezionata attraverso algoritmi avanzati, che in pochi secondi offre «un risultato equivalente ad una ricerca di mercato su un campione di migliaia di persone» esplicitato attraverso un punteggio e una mappa di calore, in grado addirittura di evidenziare su quali punti si focalizzerà l'attenzione dell'osservatore. I complessi algoritmi sviluppati dal team dell'azienda bresciana sono fondati sul deep learning (in inglese apprendimento profondo), un «insieme di tecniche basate su reti neurali artificiali organizzate in diversi strati, dove ogni strato calcola i valori per quello successivo affinché l'informazione venga elaborata in maniera sempre più completa».

È immediato immaginare le applicazioni strategiche in e-commerce di moda, nel retail o nei servizi finanziari. Sono già diverse le aziende che stanno sperimentando lo strumento made in Brescia. E pare sia l’automotive il settore che ha più terreno da recuperare, nel quale è necessario aumentare l'impatto della promozione.

Nell'era del bombardamento informativo e della stimolazione continua, comunicare per immagini è diventato necessario. A distanza di soli tre giorni, infatti, nel nostro cervello resta solo il 10 per cento di quello che abbiamo letto, mentre riusciamo a ricordare il 65 per cento delle fotografie viste. Facile dunque intuire quale sia la priorità sulla quale concentrare la propria strategia di marketing.

È proprio qui che subentra la tecnologia Neosperience, un approccio all'innovazione che la Gartner (società Usa leader nella ricerca e nella consulenza strategica nel campo della tecnologia dell'informazione) ha paragonato a giganti del calibro di Ibm e Microsoft. Un accreditamento prestigioso per l'azienda, che si aggiunge al recente premio per la migliore performance azionaria dell'ultimo anno. Neosperience è quotata da 4 mesi all’Aim di Borsa Milano: ieri era sopra i 10 euro rispetto ai 3,7 del primo giorno di quotazione.

La strategia di crescita punta all'internazionalizzazione e guarda a Usa e Asia, con un obiettivo ricavi a 50 milioni nei prossimi cinque anni. Intanto, il 2018 si è chiuso con un valore della produzione di 11,2 milioni ed un balzo del 118% dell'ebitda a 3,4 milioni.

 

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