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IL BREVETTO

Far dialogare smartphone e oggetti: il software è bresciano


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Impresa 4.0
19 gen 2019, 06:10
Lo smartphone è sempre più connesso con la realtà che ci circonda

Lo smartphone è sempre più connesso con la realtà che ci circonda

Lo smartphone è diventato un amico inseparabile e sta diventando un oggetto sempre più utile. Può trasformarsi in un navigatore satellitare o in un contapassi, e perfino, con un'apposita app, misurare la frequenza cardiaca. Oggi sviluppare nuove app basate sui sensori integrati nello smartphone è diventato semplice grazie al Sensor Framework messo a disposizione da Android. Non lo è invece se le app sono concepite per oggetti esterni, diversi fra loro. Non è cioè banale sviluppare un'app per il fitness che riconosca se sono in palestra, registri la frequenza cardiaca ed elabori tali dati insieme al numero di passi al giorno, al peso e all'impedenza corporea misurati da una bilancia smart.

Gli oggetti ci sono tutti: le bilance intelligenti, gli Smart Watch o gli Activity Tracer, le fasce cardio e i beacon per il riconoscimento di ambienti. Manca però il software, che risulta complicato dal fatto che ogni dispositivo esterno trasferisce l'informazione a seconda di come l'ha concepito il suo costruttore. A questo ha pensato l'Università di Brescia, ideando e sviluppando un framework: SAndroidE (Sensors for Android Embedded) che permette allo sviluppatore di app di gestire dati da sensori bluetooth di vario tipo, trattandoli come quelli già integrati nello smartphone.

L'idea è stata brevettata e sperimentata all'interno del progetto #studioxlavita: circa 30 studenti hanno fatto attività fisica presso il Cus e analizzavano i dati presi da un Fitbit. Il codice di SAndroidE è disponibile sul sito (https:es3.unibs.it/SAndroidE) per gli sviluppatori. Quelli di Google l'hanno già promosso con un hackaton, ed è stato premiato in diversi congressi scientifici.

 

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