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Chef per una notte

IL CONFRONTO

Lo chef Cerveni: «Ho fatto errori, li ho capiti e pagati»


Cucina
Chef per una notte
3 apr 2021, 09:41
Stefano Cerveni del Due Colombe. Foto © www.giornaledibrescia.it

Stefano Cerveni del Due Colombe. Foto © www.giornaledibrescia.it

In comune hanno un’eredità importante, nella quale hanno trovato il loro spazio e il giusto modo per darle nuova continuità. Ma li avvicina anche l’averlo fatto con umiltà, caparbietà e curiosità. Lo chef stellato Stefano Cerveni del ristorante Due Colombe di Rovato e la pastry chef Debora Massari sono figli d’arte, cresciuti però con la consapevolezza che non si finisce mai di imparare. Ce lo hanno dimostrato martedì sera, durante la diretta Instagram dal profilo del Giornale di Brescia, il terzo appuntamento di «A tu per tu con i nostri Chef», ancora una volta condotto da Clara e Brio promosso nell'ambito di Chef per una notte.

«Sono approdata nell’azienda di famiglia con la mia laurea in mano e con un obiettivo preciso in testa - racconta la figlia del maestro Iginio Massari -, ma ho dovuto fare una gavetta che solo ora capisco». «Io e mio fratello Nicola siamo privilegiati - prosegue Debora -, ma abbiamo lavorato per non disperdere quello che nostro padre ha creato».

«Mi sento molto vicino alla storia di Debora - confida chef Cerveni -, perché anche io sono nato col cromosoma della cucina nel dna. Sessant’anni fa mia nonna Elvira aprì l’osteria Due Colombe a Rovato, un locale molto semplice che lavorava con i mercanti di bestiame. Mia mamma Clara lavorava in sala e il mio seggiolone era tra la stufa e il fuoco». « Da ragazzo mi sono un po’ montato la testa, ho fatto errori che ho capito e pagato. Oggi il mio ristorante è l’evoluzione di quella locanda: il cliente è sempre al centro». C'è tanta riconoscenza nelle parole di Debora e Stefano. Nei confronti dei propri genitori e mentori, imprescindibili punti di riferimento, e dei propri compagni di vita, che hanno scelto di appoggiare e condividere le loro carriere.

«Mio padre è chiamato il "maestro dei maestri" - spiega la pastry chef -. Lui è come Raffaello, condivide il suo sapere e forma i suoi discepoli». «Io ho avuto la fortuna di incontrare Gualtiero Marchesi - ricorda Cerveni -. Mi ha insegnato a conoscere gli ingredienti prima di usarli». Perché, per rispondere alla domanda di un giovane follower, «non c’è un iter da seguire per arrivare più in fretta a essere affermati - assicura lo chef stellato -. Il mio consiglio è "far andare le mani». «Si può andare a lavorare anche dopo l'alberghiero - conferma Debora -, purché ci si chieda sempre il "perché" delle cose, e non ci si fermi al "si fa così"».

Tutte le dirette posso essere riviste sulla pagina Instagram del Giornale di Brescia.

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