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Chef per una notte

GLI CHEF SI RACCONTANO

Iginio Massari: «Da piccolo sono caduto nel gelato, come Obelix»


Cucina
Chef per una notte
1 apr 2021, 06:00
Debora e Iginio Massari al lavoro

Debora e Iginio Massari al lavoro

Amici da trent’anni. L’uno, il maestro Iginio Massari, a detta dell’altro, lo chef Beppe Maffioli è «una persona incredibile, con una sensibilità che non è solo professionale ma anche personale e umana». Viceversa, l’altro è «un grande chef e un grande ristoratore, una persona positiva e propositiva».

L'intervista doppia a due dei grandi protagonisti di «Chef per una Notte» ha tenuto banco per ben ottanta minuti lunedì sera, nella diretta Instagram del Giornale di Brescia, condotta da Clara Camplani e Davide Briosi. Il secondo appuntamento con «A tu per tu con i nostri Chef», che la scorsa settimana aveva visto la partecipazione di Philippe Léveillé e Piercarlo Zanotti, è stato seguito da tantissime persone, anche dall’estero.

Lo chef Beppe Maffioli intervistato da Clara Camplani Foto © www.giornaledibrescia.it
«Piace molto conoscere gli chef dal punto di vista personale e non solo professionale - sottolinea Clara -. Chef per una Notte non si è fermato, ha cambiato modalità. Non è semplice, ma cerchiamo di regalare un momento di svago e condivisione, seppur a distanza». «Chef è nato per il piacere di confrontarsi e condividere le proprie esperienze tra professionisti e amatori - le fa eco Beppe Maffioli, colonna portante della nostra iniziativa -. Ora la tecnologia ci permette questo. La gente aspetta questi momenti e se li gode». A conferma delle parole dello chef del ristorante Carlo Magno, una pioggia di commenti e domande. «Un ricordo che vi lega alla cucina?» chiede un nostro aspirante chef. «Quando ero piccolo - risponde Maffioli - mia mamma mi faceva cucinare: si andava nell’orto a raccogliere la verdura di stagione, e si preparavano gli gnocchi o la pasta. Un’altra emozione grande è legata ai primi giorni dell’alberghiero, quando ho incontrato lo chef che sarebbe stato il mio professore. Ho pensato: anch’io voglio essere così».

«Da bambino - racconta invece il maestro Massari, che quest’anno festeggia i 50 anni della Pasticceria Veneto - mia mamma aveva una trattoria a Brescia, che era anche gelateria. C’erano delle grandi bacinelle di terracotta con dentro il gelato. Io ci giocavo intorno e un giorno sono caduto dentro. Ho avuto la stessa fortuna di Obelix: lui è diventato fortissimo, e io sono diventato dolcissimo».

Storia e ricordi, personali e professionali, hanno accompagnato le dirette

Dalla «cucina dei ricordi» al racconto dell’affetto per le famiglie (e i nipotini) il passo è breve. Poi una «lectio magistralis» del maestro Massari sulle torte nuziali e la loro simbologia, senza tralasciare aneddoti spassosi su spose irragionevoli e madri ancora di più. Beppe e Iginio se la ridono e si fanno da spalla a vicenda. Si arriva così a parlare di Pasqua. «Maestro, le sue colombe?» chiede Clara. «Stanno volando in tutta Europa» risponde divertito Massari. Le uova di cioccolato invece quest’anno saranno fondenti, bianche o al lampone, anche se sono lontani i tempi in cui clienti stravaganti chiedevano di inserire sorprese preziose. «Una volta è venuto un signore con un collier e un bracciale di smeraldi da 600 carati - ricorda Iginio -. Un altro ha voluto una pelliccia di ermellino. Era un uovo di cioccolato molto grande». Ride. Altro must della Pasqua bresciana è il capretto al forno di chef Maffioli. «Ho tantissime richieste - conferma Beppe -. Lo preparerò con la ricetta di Massari: cotto a bassa temperatura con noci e lardo. Inoltre, per la proposta di delivery, ho pensato a due menù, uno di pesce e uno di carne, in vasocottura». Non saremo al ristorante, ma ci sarà comunque da leccarsi i baffi.

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