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Chef per una notte

FORMAZIONE

Dal Natale all’apericena, ecco come si prepara la tavola perfetta


Cucina
Chef per una notte
30 gen 2020, 14:49

La forchetta va a sinistra, il coltello a destra, con la lama sempre rivolta verso il piatto. A destra si mettono pure il cucchiaio, ma un po’ più in su rispetto al coltello, e il bicchiere dell’acqua, che va invece allineato sulla sua punta. I bicchieri da vino trovano la loro collocazione davanti al piatto, mentre il piattino per il pane e il tovagliolo (che appena ci si siede a tavola, si deve subito mettere sulle ginocchia), stanno a sinistra.

 

 

Questa, per sommi capi, la corretta apparecchiatura della tavola, che è stata oggetto della speciale lezione di Chef per una Notte dello scorso giovedì sera al ristorante Carlo Magno di Collebeato (che si potrà rivivere nello speciale in onda venerdì 31 gennaio alle 20.15 su Teletutto, con replica domenica 2 febbraio alle 20.40 su Teletutto 2). La lezione di mise en place (tutto esaurito già dopo poche ore dall’apertura delle iscrizioni), curata dal presidente di Easy Life Diego Toscani, dal maître e sommelier del Carlo Magno Fabrizio Bolpagni e dalla direttrice artistica di Easy Life di Monticelli Brusati Dora Papis, non ha però solo esposto le regole del bon ton a tavola, ma ha anche svelato i trucchi e le soluzioni più alla moda per apparecchiarla nelle diverse occasioni.

 

LA MISE EN PLACE

 

Cinque per la precisione, dalle ricorrenze più speciali come il Natale e la Pasqua, al tanto trendy apericena, passando per la serata elegante e la tavola di tutti i giorni, o quasi. «Anche l’occhio vuole la sua parte - esordisce Dora Papis, ricordando un motto insegnatole da bambina, che è poi diventato il mantra della sua professione -. La tavola perfetta non esiste, questi sono consigli scaturiti dal mio gusto, dalla sensazione che io voglio trasmettere ai miei ospiti».

Ecco allora piatti romantici a fiori e bicchieri colorati per il desco pasquale, mentre a Natale spazio all’opulenza con sottopiatti glitter, posate dorate e centrotavola appeso al soffitto. Colori neutri e piatti «organici», invece, per la tavola elegante, e bicchieri bordati di oro zecchino, esaltati dalla luce di piccoli lampadari sospesi. Più scura ma non meno raffinata può essere la tavola quotidiana, con piatti materici dai colori terrosi e posate con il manico rivestito in legno. Runner neri, posate stone washed e tovaglioli di carta, infine, per l’apericena, «che non è una scusa per risparmiare sull’apparecchiatura» puntualizza Toscani.

«Gli ingredienti per una bella serata sono tre - aveva infatti già precisato Diego Toscani, tra un cenno storico sull’arte dello stare a tavola e una citazione cinematografica -: la compagnia, il cibo ma anche il "contenitore" dove i primi due sono collocati. La tendenza oggi è avere tanti servizi per le diverse occasioni, senza necessariamente dover spendere un patrimonio. E ve lo dico - precisa sorridendo - perché produciamo piatti». Un’ultima dritta da galateo, infine, sulla gestione del pasto: l’ospite donore siede vicino al padrone di casa, si servono prima i religiosi, poi i militari e le signore, partendo sempre dalla meno giovane, e a tavola non si parla mai né di politica, né di religione». E poi il consiglio: «Mi raccomando, niente gomiti sul tavolo».

 

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