I «furbetti» sono avvisati: ci saranno 8 anni di tempo. È quanto avranno a disposizione gli uffici dell’Agenzia delle Entrate per verificare la veridicità dei documenti depositati da chi ha ristrutturato casa col 110%. Il superbonus è fonte di grandi opportunità per chi ha casa e vuole ristrutturare, per i professionisti (commercialisti, ingegneri, tecnici), per le imprese dell’edilizia; ma contemporaneamente genera valanghe di dubbi e timori, alcuni dei quali si vanno sciogliendo settimana dopo settimana grazie a circolari e risposte agli interpelli.
Il tema dei controlli richiama quello delle responsabilità, macigno pesante per i professionisti: attestazioni e asseverazioni false - ferma restando l’applicazione di sanzioni penali se il fatto costituisce reato - rischiano sanzioni amministrative che vanno dai 2.000 ai 15.000 euro. Per questa ragione è stato imposto l’obbligo ai professionisti di disporre di una adeguata polizza assicurativa, con massimale adeguato al numero dei documenti rilasciati - spiega la commercialista Bombana -, non inferiore a 500mila euro
Tra certificati, asseverazioni, visti e pratiche varie, gli oneri «accessori» sono una voce di spesa rilevante per chi vuole eseguire lavori «agevolati». Stimarne l’incidenza è difficile, spesso si tratta di costi fissi il cui peso relativo diminuisce al crescere del costo complessivo dell’intervento. Ma non è azzardato affermare che si può andare da un 2-3% fin oltre il 10%. La domanda chiave comunque è un’altra: questi oneri sono detraibili al 110% o no? La risposta è senz’altro «sì» per alcune spese espressamente individuate dal decreto Rilancio (articolo119, comma 15). Si tratta, in particolare, delle «spese sostenute per il rilascio»: dell’Ape richiesto dal comma 3 dello stesso articolo, «pre» e «post» intervento. È senz’altro compreso il visto rilasciato in occasione dei singoli stati avanzamento lavori (Sal), se previsti.
Sull’operazione Bonus Casa 110% pesa l’effetto tempo: la scadenza del dicembre 2021 rappresenta una spada di Damocle che rischia di vanificare tutti gli effetti positivi dell’iniziativa. La maggior parte degli interventi richiede, specialmente nel caso dei condomini di grandi dimensioni, un tempo congruo solo per comprendere come muoversi e quali interventi realizzare. Serve un arco temporale maggiore, che consenta una programmazione vera: la richiesta degli operatori del settore è di arrivare al 2025.




