La «riconversione» di Nave, delle fonderie ad artigianato e natura

Barbara Fenotti
L’orgoglio del sindaco Matteo Franzoni per l’avvio del recupero dell’area ex Fenotti e Comini
I resti della Fenotti e Comini, ben visibili a chi transita per Nave © www.giornaledibrescia.it
I resti della Fenotti e Comini, ben visibili a chi transita per Nave © www.giornaledibrescia.it
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La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo.

Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.

A Nave la qualità della vita passa da una profonda trasformazione che affonda le radici nel passato industriale ma guarda ai servizi e al territorio. «Il fulcro è portare a compimento il passaggio da paese delle ferriere e del tondino a comunità accogliente, dove resta un artigianato di alta specializzazione ma cresce la vocazione ai servizi e alla fruizione delle bellezze naturali, dalla Mitria a Conche passando per la Val Listrea» spiega il sindaco Matteo Franzoni.

Ambiente

L’ultima svolta, recentissima, riguarda l’area ex Fenotti e Comini: dopo oltre quarant’anni di attesa il comparto in stato di abbandono è stato acquisito da un privato intenzionato a completare la pulizia dell’area e a realizzare nuovi spazi con una vocazione artigianale. Un passaggio che l’Amministrazione definisce «storico», perché segna il l’avvio concreto della rigenerazione di uno dei vuoti più evidenti del paese.

La partita delle aree dismesse è uno dei fili conduttori dell’azione amministrativa, insieme al centro storico. «Negli ultimi anni sono arrivati circa 13 milioni di euro di finanziamenti pubblici, in gran parte legati al Pnrr, destinati a riqualificazioni e interventi energetici su edifici pubblici – afferma il primo cittadino –. La ristrutturazione della palazzina delle ex Trafilerie, oggi sede di servizi e sala civica, e la nascita del Giardino delle Api sono tra gli esempi più visibili di questo percorso».

A questi si aggiungono il polo 0-6 in fase di realizzazione a Monteclana, il recupero di Cascina Broli con il progetto di rigenerazione del bosco e la sistemazione dei sentieri, oltre agli interventi sull’ex Cubo di via Ospitale e all’acquisto dell’immobile ex Acli, destinato in un’ottica più ampia a diventare la piazza centrale che Nave non ha mai avuto. «La partita non è chiusa - aggiunge Franzoni -. Possiamo dire, però, che siamo davanti a una svolta, dal momento che per anni queste operazioni sono rimaste promesse elettorali, mentre oggi sono possibilità reali».

Mobilità dolce e servizi di prossimità

La trasformazione del paese passa anche dalla mobilità dolce e dal mantenimento dei servizi di prossimità: piste ciclabili, scuole e oratori nelle frazioni e nuovi parcheggi come quello previsto a Monteclana. «Con il calo demografico lo sforzo è mantenere vive le comunità e rafforzare ciò che sta vicino alle persone: scuola, sport, servizi educativi» osserva il sindaco.

Il quadro complessivo è quello di un paese che dagli anni Ottanta in poi ha man mano visto spegnersi la grande stagione industriale e oggi riesce finalmente ad avviare una riconversione. «Abbiamo perso posti di lavoro rispetto al passato – ammette Franzoni –, ma la rigenerazione delle aree artigianali può rappresentare uno sbocco futuro». In questa prospettiva si inserisce anche la menzione speciale ricevuta dal Comune al premio Comuni Virtuosi per le politiche ambientali e i percorsi partecipativi sulla rigenerazione urbana. Più che un punto di arrivo, insomma, la nuova fase viene descritta da chi amministra il paese come un inizio.

Tra recuperi, servizi e valorizzazione del paesaggio, Nave prova a ridefinire la propria identità, cercando un nuovo equilibrio tra memoria industriale e qualità della vita.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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