Nuovi avviamenti al lavoro: l’80% dei contratti è precario

Elio Montanari
Il tempo indeterminato ormai sempre più residuale. Una pratica su tre è per il tempo parziale
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Qualità della vita: l'occupazione
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Precarietà. È la condizione in cui vivono migliaia di lavoratori e lavoratrici, giovani e meno giovani avviati al lavoro con tipologie contrattuali «flessibili», che significa banalmente non standard, ovvero con un tempo di lavoro determinato o «in somministrazione» da parte di agenzie di collocamento presso imprese che necessitano di collaboratori o, ancora, lavoro intermittente e le «collaborazioni». E poi c’è l’utilizzo del lavoro a tempo parziale, una modalità in espansione che, secondo analisi condotte dall’Istat, nella maggior parte dei casi è involontaria, ovvero non è una scelta del lavoratore o (soprattutto) della lavoratrice.

Idati

C’è una grande mobilità del lavoro in provincia di Brescia che si riassume in un dato davvero impressionante: nel 2023 sono state attivate 217.493 comunicazioni corrispondenti all’attivazione di un rapporto di lavoro, quindi delle nuove assunzioni, al netto di rapporti di breve durata, tirocinio estivo di orientamento, lavoro o attività socialmente utile, contratti di borsa lavoro e altre work experience. Oltre 217 mila avviamenti al lavoro riferiti a 188.071 persone. Gli avviati, cioè le persone, sono meno delle pratiche di avviamento poiché, in tempi di precarietà, un singolo lavoratore o lavoratrice può essere avviato più volte nel corso dell’anno.

La maggior parte delle pratiche di avviamento, ben 122.335, è riferita a uomini, il 56,2%, mentre 95.158 a donne, il 43,8%. Ed è questo un primo dato generale: nel mercato del lavoro bresciano entrano costantemente più uomini.

La maggior parte degli avviamenti al lavoro è relativa a lavori flessibili o precari che interessano, complessivamente, oltre i tre quarti degli avviamenti: ben 171.127, il 78,7% del totale, poiché gli avviamenti in apprendistato e a tempo indeterminato, quelli considerati permanenti, sono solo 46.363, il 21,3% del totale. Oltre la metà degli avviamenti al lavoro in provincia di Brescia avviene con contratti a tempo determinato (166.441 avviamenti, il 53,5%) ma rilevanti sono anche gli avviamenti in somministrazione (29.044, pari al 13,3%) o con contratti di lavoro intermittente (15.754, il 7,2%) con il quale il lavoratore si mette a disposizione di un datore di lavoro per lo svolgimento di prestazioni lavorative discontinue o, appunto, intermittenti. I numeri non cambiano sostanzialmente se dalle pratiche di avviamento si passa alle persone avviate al lavoro: i 45.219 lavoratori avviati a tempo indeterminato o in apprendistato costituiscono il 24% del totale delle persone avviate al lavoro a fronte dei 98.016 (52,1%) avviati a tempo determinato, dei 21.995 avviati in somministrazione (11,7%) e dei 14.133 (7,5%) avviati per un lavoro intermittente.

E poi, c’è il part time, che conta ben 62.873 pratiche di avviamento al lavoro con questa modalità, il 28,9% del totale, quasi una su tre e una quota di poco inferiore, il 29,4% considerando le persone avviate al lavoro. Un tipo di contratto applicato soprattutto alle donne, che molto spesso si trovano di fronte all’impossibilità di scegliere altre opzioni. Valori peraltro che sono probabilmente inferiori alla realtà poiché in entrambi i casi ci sono un 8-9% dei casi che risulta «non definito».

In provincia

Guardando ai numeri degli otto Centri per l’impiego della provincia di Brescia si registrano alcune differenze con quote di lavoratori avviati in modo permanente, tempo indeterminato o apprendistato, che, a fronte di una media provinciale del 24%, oscillano dal 27,5% nei comuni del Centro per l’impiego di Orzinuovi al 17,3% nei comuni del Cpi di Salò.

Con valori maggiori per la quota di persone avviate al lavoro in modo permanente nei comuni dei Cpi di Brescia (26,4%), Sarezzo (25,6%) e Leno (25,5%). Una percentuale minore di persone avviate a tempo indeterminato o in apprendistato si registra nei comuni dei Cpi di Breno (22,9%), di Iseo-Palazzolo sull’Oglio (22,7%) e di Desenzano del Garda (20,8%). Si registrano differenze nei diversi Centri per l’impiego, anche considerando le persone avviate al lavoro in provincia di Brescia nel 2023 rispetto alla modalità di lavoro, che nella media provinciale vede il 29,4% delle persone avviate a part time, con un 9% dei casi nei quali la modalità non è definita. In particolare la quota di persone avviate con contratti a part time oscilla dal 35,4% del totale nei comuni del Cpi di Brescia a 21,7% in quelli di competenza del Cpi di Orzinuovi.

Con valori maggiori per la quota di persone avviate al lavoro a tempo parziale nei comuni dei Cpi di Desenzano del Garda (30,5%), Sarezzo (28,8%), Breno (27,9%) e Salò (25,9%). Una percentuale minore di persone avviate a part time si registra nei comuni dei Cpi di Leno (23,1%) e di Iseo-Palazzolo sull’Oglio (22,5%).

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