Zaniolo bocciato da Gattuso: speriamo abbia ragione

Venerdì sera ho assistito a Genoa-Udinese con un occhio molto attento alla partita di Nicolò Zaniolo. Non ho una conoscenza diretta con lui, mi fido poco dei «sentito dire» e faccio sempre molta tara ai racconti. Volevo vederlo all’opera nel giorno delle convocazioni di Gattuso per i play off mondiali. Zaniolo aveva saputo in mattinata che non sarebbe stato chiamato.
La settimana scorsa avevo teorizzato una possibile opzione per il ct, ovvero chiamare giocatori prontissimi e magari capaci di formare un «instant team», una squadra episodica ma, sperabilmente, vincente. Gattuso ha fatto, legittimamente, l’opposto. Ha chiamato quelli del gruppo, con la sola eccezione di Chiesa. Sul quale tornerò tra poco.
Zaniolo, si diceva. Talento e sregolatezza, una vaga attitudine a cercarsi guai e la quasi totale incapacità di gestire l’emotività. Un caso interessante da studiare, anche perché a Udine sembra aver trovato pace. Il matrimonio, una squadra e un ambiente senza troppe pressioni, un allenatore che lo fa giocare nella posizione dove rende di più. Ed in effetti Zaniolo sta disputando forse la miglior stagione della sua carriera. Niente di stellare, ma soprattutto nessuna rovinosa caduta. In mezzo, tante buone giocate e una quasi sconosciuta attitudine a mettersi al servizio della squadra.
Tutti elementi che certamente Gattuso ha vagliato. Pur non chiamandolo. Genoa-Udinese era il suo banco di prova: come reagirà? Giocherà un partitone per fargliela vedere a Gattuso o naufragherà nella delusione? Nessuna delle due. Per 66’ Zaniolo ha giocato in maniera irritante. Meritava di essere espulso per aver colpito gli avversari almeno tre volte. L’arbitro ne ha punito uno solo con il giallo. Non ha tenuto una palla, non un tiro. Niente. L’Udinese ha giocato in dieci. Eccolo, il solito Zaniolo cupio dissolvi, alla ricerca di annullamento e autodistruzione.
Rassegnato, io, a dover commentare l’ennesima occasione perduta, ecco il lampo. Un cross, con il suo sinistro morbido, per la testa di Ekkelenkamp. Intendiamoci, niente da inserire nella Hall of Fame. Ma una palla ben data, pulita, con i giri giusti. Ho visto i voti sui giornali. Tutti 6,5. Che fa sicuramente media con il 4 scarso che meritava prima del cross. E’ il colpo di pennello che serve per trasformare una crosta in un quadro. Credo sia quel che Gattuso si aspetta da Chiesa. Uno che non gioca mai, ma si allena tutta la settimana con quelli del Liverpool. Un dribbling con un destro a giro: questo il Ct si aspetta da lui. Gattuso ha scelto Chiesa e non Zaniolo e Bernardeschi. Forse una squadra può «sopportarne» solo uno con queste accensioni improvvise. Sempre che avvengano. Augurandoci che il Ct abbia avuto ragione.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
