La verità è ormai un concetto precario e plasmabile

Ogni giorno ascoltiamo i notiziari televisivi per prendere atto della precarietà delle «verità» che ci erano state offerte, solo qualche ora prima, sui destini del mondo, la pace e la guerra, i disagi socioeconomici, le analisi politologiche. La continuità è nella quotidianità dei femminicidi, che configurano una disarmante ripetitività nel passaggio di mano dei protagonisti dello specifico delitto. Si ripete che la lezione va colta perché non debbano più accadere, ma già si va strutturando il prossimo omicidio, che andrà tassativamente in scena nello scoramento generale. Si chiede di invertire la rotta. Ma come se dare la morte non è più un ostacolo?
La grande provvisorietà internazionale è impersonata dal presidente Usa Donald Trump: lavora a vari accordi di pace, che vorrebbe storici mentre faticano a reggere il percorso che debbono svolgere per avviare un complesso compiersi. Per altro è il solo che prova a dare una svolta ai conflitti. Anche per il potere di ricatto che detiene: o fate come dico oppure pagate dazi esosi.
A Gaza un itinerario è in atto, pur con quotidiani inceppamenti che testimoniano la profondità dei contrasti. In Ucraina Putin lo segue a strappi, solo se intravede spiragli di continuità per la sua politica di annessione di un più di territori, che configurino il riproporsi della Grande Russia. Le paci armate si fondano sulle reciproche diffidenze, pronte a schiacciare l’acceleratore degli scontri cruenti.
I capitoli precedenti non possono essere ignorati: macinano pure il presente. In Francia è in atto la detenzione dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, condannato a 5 anni di reclusione per una associazione a delinquere di un ventennio fa, che ha per grande elemosiniere Gheddaffi e come motivazione il sostegno ad una sua campagna elettorale del 2007. È la prima volta nella storia che un presidente della Repubblica francese viene incarcerato.

Le indagini sul caso sono durate più di dieci anni. Per il tribunale penale di Parigi Sarkozy non poteva non sapere che suoi stretti collaboratori avevano concordato finanziamenti illeciti in cambio di sostegno politico e diplomatico alla Libia. Difficile dire quanto l’ex presidente francese resterà effettivamente in carcere, comunque la sanzione è scattata.
In Italia le tornate elettorali regionali si susseguono seguendo due direttrici: il calo degli elettori che si recano alle urne, le divisioni interne ai due schieramenti principali che si contendono maggioranze e presidenti. Rappresentano un grande sondaggio sulla tenuta sia del campo largo sia del destra centro nella prospettiva della futura campagna elettorale per le politiche e la scelta del successore del presidente Mattarella.
Intanto si varano i bilanci e si destinano le risorse a sostegno di una finanza pubblica che deve fare i conti con innovati apparati militari, che offrano prospettive meno incerte alla grande provvisorietà e non dipendano dalla politica delle telefonate e dei colloqui personali di Trump. Chiamarsi fuori è impossibile.
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