Trump, i missili Tomahawk e la pressione su Putin

Le armi di precisione non sono in grado di invertire la situazione sul campo di battaglia, ma potrebbero comunque arrecare gravi danni alle infrastrutture strategiche russe
Le componenti dei missili Typhon - © www.giornaledibrescia.it
Le componenti dei missili Typhon - © www.giornaledibrescia.it
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L’imprevedibile Trump ha annunciato di «aver preso una decisione» sulla fornitura a Kiev di missili da crociera Tomahawk, armi di precisione con raggio superiore ai 1.500 km, in grado di colpire obiettivi in profondità la Russia. Opzione comunque non in grado di invertire la situazione sul campo di battaglia, dove Mosca è all’offensiva su un fronte ormai di oltre 1.200 km e, pur lentamente, conquista territori una media (da inizio 2025) di circa 400 kmq al mese, imponendo agli esausti quanto combattivi ucraini un attrito difficile da reggere ancora a lungo. Ma opzione che potrebbe arrecare gravi danni a infrastrutture strategiche russe, creando ben più di un imbarazzo a Putin e alla sua narrazione vittoriosa.

Il problema, però, è che The Donald non fa i conti con la realtà: i missili cruise Tomahawk possono essere lanciati solo dai cacciatorpediniere e dai sottomarini della US Navy (ipotesi esclusa per Kiev) e, dal 2023, dal sistema terrestre SMRF (Strategical mild-range dire system), comunemente noto come Typhon. Si tratta di batterie con cellule contenenti il missile che vengono erette per il lancio verticale dal pianale di un grande autotreno. Un sistema molto ingombrante (il solo contenitore del Tomahawk è lungo 12 metri): le batterie SMRF prevedono quattro lanciatori Typhon e un centro operativo, supportati da numerosi camion con motore primario, rimorchi, generatori e altri veicoli di supporto. Possono essere movimentate solo coi grandi trasporti aerei americani C17 o C5 che potrebbero però atterrare al massimo in Polonia: è facile immaginare a quali e quanti attacchi sarebbe sottoposto l’ingombrante convoglio una volta su strada in Ucraina..

Il presidente Usa Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il presidente Usa Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Inoltre il Typhon è assegnato dall’US Army al Battaglione di fuoco strategico delle MDTF (Multi domaine task force) destinate al dominio delle cosiddette “aree regionali”. Il sistema è in servizio solo da fine 2023 e in tutto è stata sinora prevista l’acquisizione di quattro batterie: due sono attive (una a fine 2024 era schierata nelle Filippine, con funzione di interdizione sul Mar Cinese Meridionale e l’altra è assegnata in Patria al 3° Reggimento di artiglieria da campo, con probabile prossima destinazione il Giappone, nella base di Iwakuni). Una terza batteria è stata autorizzata nel Fiscal year 2025 (con 400 milioni di dollari) ma non risulta ancora operativa: il sistema è stato richiesto anche dalla Germania, che conta di ospitare una batteria a fini esercitativi nel 2026.

Risulta dunque difficile capire a cosa Trump possa attingere per fornire i Tomahawk a Kiev (calcolando poi che le riserve Usa di questi cruise sono state impoverite dalla non risolutiva campagna contro gli Houti e che ci si è affrettati a chiedere per quest’anno la produzione di 300 nuovi missili). Probabilmente l’annuncio serve soprattutto a esercitare un po’ di pressione su Putin, che dopo il tappeto rosso in Alaska si è mostrato più rassicurato che preoccupato delle reazioni occidentali, specie di quelle europee.

Intanto la guerra continua: secondo il New York Times da gennaio la Russia avrebbe lanciato 34mila «droni pesanti» (Geran e Molniya), oltre a migliaia di droni-esca Gerbera per saturare le difese aeree, nove volte di più dello stesso periodo 2024 e le forze di Mosca sono dentro i centri abitati di Kupyansk (oblast di Kharkiv), Seversk, Kostantinovka, Pokrovsk e Mirnograd (oblast di Donetsk). Anche se la propaganda rende poco affidabili i numeri, Mosca valuta che gli ucraini abbiano avuto sinora 1,45 milioni di morti e feriti mentre Kiev rivendica di aver ucciso o ferito 1,1 milioni di russi. Una stima più credibile basta sui necrologi è fornita dal canale Telegram ucraino WarTears (lacrime di guerra) che registra 787.300 caduti (670mila secondo il canale Telegram russo Slavyangrad). Intanto Putin ha annunciato il 29 settembre la leva autunnale per 135.000 uomini tra i 18 e i 30 anni, la più grande campagna di coscrizione dal 2016.

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