Opinioni

Tra Vance e Walz prevale il fair play

Il dibattito tra i due candidati alla vicepresidenza Usa si è distinto per civiltà, serietà e preparazione delle parti
Mario Del Pero

Mario Del Pero

Editorialista

Vance e Walz durante il dibattito - Foto Ansa/Epa/Sarah Yenesel © www.giornaledibrescia.it
Vance e Walz durante il dibattito - Foto Ansa/Epa/Sarah Yenesel © www.giornaledibrescia.it

Quello tra i due candidati alla vicepresidenza, il governatore democratico del Minnesota Tim Walz e il senatore repubblicano dell’Ohio J.D. Vance, è stato forse uno dei migliori dibattiti delle ultime campagne presidenziali statunitensi: in termini di contenuti della discussione, e, anche, di capacità dei due contendenti d’interagire civilmente e con rispetto pur nella monumentale diversità delle rispettive proposte politiche. Meglio, molto meglio dell’ultimo dibattito tra Kamala Harris e Donald Trump, per tacere di quelli precedenti tra quest’ultimo e Joe Biden.

Che cosa ci dice allora questo dibattito e quale rilevanza può avere in questa campagna elettorale? Innanzitutto, ci mostra che è ancora possibile confrontarsi su temi concreti, elaborando risposte articolate senza necessariamente cadere preda della semplificazione demagogica o della volgarità più gretta.

Che il degrado del discorso pubblico e del dibattito politico non è insomma ineluttabile, pur nel contesto di una polarizzazione che tende a radicalizzare le posizioni e ridurre i margini possibili di dialogo e di compromesso. Con stili e registri diversi – più sofisticato, pulito e quasi accademico quello di Vance, più ruspante e all’apparenza genuino quello di Walz – i due candidati hanno affrontato una varietà di temi, criticandosi anche duramente, ma senza mai cadere nelle provocazioni o finanche nelle offese, e trovandosi addirittura d’accordo in alcuni passaggi o invocando quella unità bipartisan ormai sempre più rara e difficile da raggiungere. Hanno, è vero, talora evaso le domande e in alcune occasioni sono stati colti in fallo dalle attente conduttrici, ma quello è in una certa misura fisiologico a questo tipo di confronti

La seconda indicazione che ci viene da questa discussione è in apparente contrasto con la prima. La civiltà e sostanzialità di larga parte del dibattito non può occultare la radicale divergenza di vedute e proposte politiche. Certo, le campagne elettorali incentivano a enfatizzare queste differenze, ma dall’aborto all’immigrazione – temi che in passato potevano trovare mediazioni bipartisan o sulle quali nello stesso partito esisteva comunque una varietà di posizioni – vi è oggi uno iato profondo che non si vede come colmare, non ultimo perché si tratta di questioni che paiono avere assunto una valenza quasi identitaria per le due parti

I sondaggi fatti a ridosso del dibattito indicano che si sia trattato di un pareggio. Vance è parso spesso più a suo agio e, appunto, in grado di offrire risposte più articolate e sofisticate (cosa che non gli fa necessariamente gioco tra il suo stesso elettorato, dove è infatti molto meno popolare di Trump). È caduto, e anche abbastanza malamente, nella domanda sui fatti del 6 gennaio 2021 e sull’azione eversiva promossa da Donald Trump dopo la sua sconfitta elettorale quattro anni fa.

A ricordarci anche l’ipoteca che Trump è riuscito a porre su un partito repubblicano ormai dominato dall’ex Presidente e dal suo entourage, e quanto tossica questa ipoteca sia per la democrazia statunitense.

Walz è partito malissimo con una domanda su una possibile azione preventiva israeliana contro l’Iran che ne ha evidenziato la scarsa familiarità con i temi di politica estera, ma si è poi ripreso riuscendo spesso a trasmettere quel buon senso e quell’impressione di bonomia che hanno indotto Harris a sceglierlo come vice.

Difficile questo dibattito sposti un voto: perché il peso dei vicepresidenti, anche in campagna elettorale, rimane assai limitato; e perché nel quadro polarizzato odierno opinioni, e quindi voti potenziali, si spostano poco o nulla. Ci ha però ricordato che di politica si può in fondo ancora discutere con civiltà, serietà e preparazione.

Mario Del Pero, Docente di Storia internazionale Sciences Po Parigi

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Impara l’inglese in un meseImpara l’inglese in un mese

La nuova edizione in cinque volumi è in edicola con il GdB ogni giovedì fino al 20 agosto

SCOPRI DI PIÙ
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ