Se la famiglia diventa anche politica

I politici chiedono di rispettare il privato, ma sovente si intreccia al loro agire politico
Giuseppe Conte e Beppe Grillo - Ansa © www.giornaledibrescia.it
Giuseppe Conte e Beppe Grillo - Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Tengo famiglia. Si ricorre ancora all’antica formula, anche se i tempi sono cambiati e la famiglia è una dimensione precaria. Non solo i frequenti femminicidi descrivono una violenza assassina che si scatena dentro le mura domestiche, c’è proprio un vissuto complessivo che fatica a reggere. Calano i matrimoni e crescono le convivenze temporanee prive di vincoli. Le famiglie politiche si spaccano in nome di coabitazioni a tempo, che vedono combattersi a tutto campo precedenti sodali, intenti a confermare le posizioni personali di privilegio. Un ennesimo capitolo innovativo descrivono le famiglie umane che si sono coinvolte con le famiglie politiche.

I politici chiedono di rispettare il loro privato, che sovente hanno reso pubblico intrecciandolo con il loro agire politico. Perso il ruolo dei partiti in quanto tali, ecco che il vincolo familiare ha supportato le scelte degli assetti. Tengono campo le vicende personali della presidente Giorgia Meloni e di sua sorella Arianna, consigliera personale e responsabile della segreteria politica e del tesseramento di Fratelli d’Italia.

L’una e l’altra hanno rotto il legame familiare. La prima con il compagno e padre della figlia, la seconda con il marito e ministro Lollobrigida, che pure viene confermato partecipe di un comune disegno politico. Resta il fatto che sono sostenitrici di quella che chiamavamo famiglia tradizionale e che ormai è una condizione minoritaria che contribuiscono, le si rimprovera dagli avversari, a rendere tale.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la sorella Arianna - Ansa © www.giornaledibrescia.it
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la sorella Arianna - Ansa © www.giornaledibrescia.it

Inoltre le componenti di Fratelli d’Italia che mal sopportano questa gestione meloniana del partito dicono sempre meno sommessamente che così hanno distorto la natura del partito, consegnandolo all’ininfluenza di componenti identitarie. La famiglia di fatto che misconosce quella politica, che ha comportato i successi elettorali di sui ci si fregia. Mal mescolando passato, presente e attese per il futuro.

Una famiglia politica, quella del Pd, che Elly Schlein è riuscita a sganciare dal suo vissuto personale e da quello che era il modo d’essere del partito che è riuscita a scalare. Ora si tratta di passare dai no ai sì.

La famiglia politica che sta saltando apertamente in aria è quella dei cinquestelle. Lo fa sul versante delle scelte elettorali e parlamentari, intrecciandole con quelle che sono state i suoi natali genetici che vengono ripensati. Grillo e Conte si richiamano a due storie che sempre più si allontanano l’una dall’altra, nei programmi e nelle persone fino a delegittimarsi reciprocamente.

Una famiglia politica che prova ad irrobustirsi attingendo alle altrui divisioni - comprese quelle di un centro che non riesce a darsi una fisionomia, delle destre con lo sguardo al passato, della Lega in cerca di rinnovata identità non subalterna a Vannacci - è Forza Italia. Anche qui c’è il bagaglio di una famiglia, quella berlusconiana, che in questo caso vuole ritessere la trama che fu del fondatore.

Famiglie che si cercano, famiglie che si lasciano. Storie che si allungano mentre altre finiscono. Tradizioni che continuano a macinare e novità che scavalcano le siepi. Scadenze a termine.

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