La vittoria di Karol Nawrocki nei confronti di Rafal Trzaskowski nel ballottaggio presidenziale polacco del 1° giugno, è stata di un soffio. Una differenza di 369 mila voti su un totale 20,84 milioni, in percentuale l’1,8. Dai giorni successivi i media hanno cominciato a denunciare irregolarità nello scrutinio, per via della segnalazione di errori, con l’attribuzione dei voti a favore di Trzaskowski a Nawrocki, e viceversa. Il movimento «Silni Razem» (Forti Insieme), vicino al premier Donald Tusk, si è dato da fare nel diffondere accuse di brogli elettorali. Forza dei media e del Movimento, la Corte Suprema ha ordinato il riconteggio. Nel giro di qualche giorno ha annunciato il riscontro di irregolarità in nove commissioni elettorali su dieci.
In totale queste sono oltre 32 mila. Se si dovessero mantenere le proporzioni…La Corte ha poi fissato una seduta pubblica il 1° luglio, per adottare la risoluzione sulla validità del processo elettorale. Nel frattempo, Nawrocki, il presidente eletto, si è così espresso: «Chiedo pace, calma, se qualcuno volesse distruggere la democrazia polacca e toglierci la vittoria, sarete i primi a vedermi protestare contro tale teppismo». Una frase piuttosto inquietante. Perché una democrazia si regge su elezioni corrette, sono i brogli a distruggerla, alterando la volontà popolare. Fa trapelare una sorta di coda di paglia quando parla di «toglierci la vittoria», come fosse sicuro di un riconteggio sfavorevole. In terzo luogo, il riconteggio non è «teppismo», è fatto per assicurare l’onestà dello scrutinio.




