«Democrazie e partecipazione: un rapporto da ripensare?» è il titolo del convegno che promosso dal Dipartimento di Scienze storiche, filologiche e sociali, da quello di Scienze politiche e da Polidemos (Centro per lo studio della democrazia e dei mutamenti politici) si è svolto oggi, giovedì 13 novembre, nella Sala della Gloria dell’Università Cattolica di via Trieste 17, in città. Di seguito un intervento di Antonio Campati, tra i coordinatori dell’appuntamento.
Poche settimane fa, l’Istat ha pubblicato un report sulla partecipazione politica in Italia con dati molto interessanti, che vanno ad alimentare la serie ormai molto fitta di indagini sul tema, considerato d’altronde tra i principali fattori per determinare la qualità di una democrazia. Uno degli aspetti più significativi messi in luce riguarda le diverse modalità di partecipazione, che ormai sono molteplici e in continuo mutamento, dalla cosiddetta partecipazione invisibile o indiretta (informarsi e discutere di politica) a forme di partecipazione più attiva, oggi fortemente influenzate dei canali digitali. Prendere piena consapevolezza di tale varietà di approccio alla vita politica non è un dato scontato. Infatti, talvolta si rischia di riflettere sulle dinamiche sociali del nostro Paese avendo in mente un mondo che non esiste più.



