Todos, todos, todos, come diceva lui. C’erano tutti per il saluto finale a Papa Francesco nei tre atti e mezzo di una cerimonia solenne e lieve, in una Roma magnifica di luce primaverile.
Un antefatto in basilica, con i più attesi tra i leader mondiali, a confrontarsi liberamente. Poi la cerimonia solenne in piazza San Pietro, con l’omelia del cardinale decano, che scandisce, con voce vigorosa, la storia di un pontificato fuori dagli schemi, scandito sulla «gioia del Vangelo» e sulla realtà della «chiesa, una casa per tutti e con le porte sempre aperte».




