Nel corso degli ultimi avvenimenti politici, la voce della premier Meloni si è sentita poco. Giusto per il comunicato via social del 28 gennaio nel quale annunciava di essere stata iscritta nel registro degli indagati per il caso Almasri: la leader di FdI aveva fatto ciò che le riesce meglio, ribaltando le accuse su chi aveva presentato l’esposto e evocando una sorta di complotto ai danni del Governo, aggiungendo di non essere ricattabile.
In quella occasione, la Meloni non è fuggita di fronte all’emergenza mediatica, ma l’ha sfruttata a suo favore in due modi: contrattaccando e usando mezzi di comunicazione senza contraddittorio (la variante usata altre volte passa per interviste «empatiche» concesse a organi di stampa o alla Rai, ma mai per confronti diretti con giornalisti reputati avversari o scomodi).




