La politica non è andata in vacanza

Come ampiamente prevedibile, l’estate della politica non è caratterizzata dalla tregua, piuttosto da assalti alla baionetta in vista di un autunno carico di scelte vincolanti. A farne da stimolante apripista gli scontri nei partiti e tra i partiti, in cerca d’autore che consenta di restare o diventare protagonisti vincenti.
Partiamo da quello che è il partito guida del destra-centro e del governo: Fratelli d’Italia. Quale destra vuole incamerare e rappresentare? Giorgia Meloni prova ad interpretare più parti a seconda del ruolo che si sente chiamata a mettere in scena: capo partito, capo del governo nazionale, leader sulla scena europea o mondiale.
Siate felici con le vostre famiglie, i vostri cari e le persone che amate. Buon Ferragosto a tutti! pic.twitter.com/ijX9EPfqwg
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) August 15, 2024
Tutto muove dal partito: non ha fatto – come sostengono gli avversari – compiutamente i conti col passato dal quale proviene e non vuole farli perché un fetta consistente del suo elettorato ha ancora in quel vissuto le sue radici valoriali e comportamentarli? Se non lo fa in maniera credibile, rischia di perdere i consensi che elettoralmente le hanno consentito di arrivare dove è arrivata?
Insomma, il primo partito nazionale è alla ricerca di una identità e alleati concorrenti ed oppositori dichiarati non sono disponibili a concedere il minimo sconto, anzi soffiano su qualsiasi possibilità di incendio. Con la magistratura lo scontro è quotidiano, con la stampa avversa pure.
Forza Italia prova ad attrarre il voto di centro che la competizione continua tra Renzi e Calenda mantiene privo di un referente consolidato, a pescare nel dissenso dei Cinquestelle, a modificare i rapporti di forza dentro la sua coalizione. Per fare tutto questo deve rivisitare il suo modo d’essere, entrando in aperta concorrenza con Fratelli d’Italia e la Lega, distinguendosi su scelte operative e impostazioni ideali. Resistere all’assalto di chi è in cerca di una scialuppa personale e aprire le porte a un sentire diffuso che possa pensare di trovare in una rinnovata Forza Italia il suo approdo.
Punti presenti nel programma del Centrodestra di governo. Lo #IusScholae rappresenta lo strumento per manterenere queste promesse nei confronti degli elettori. pic.twitter.com/sSrqXMxdM0
— Forza Italia (@forza_italia) August 23, 2024
La Lega di Salvini è una pentola che bolle. L’operazione Vannacci ne palesa più le difficoltà elettorali che una capacità inclusiva. Ha inoltre evidenziato i profondi dissensi della sua dirigenza regionale, soprattutto dove è espressione di una maggioranza che vuole restare tale. Alle dichiarazioni di fedeltà al governo nazionale, di cui Salvini è parte rilevante, fanno da contrappeso le sue personali prese di distanza su questioni qualificanti.
Difficile che la Lega prossima ventura sia quella di oggi. I Cinquestelle sono allo scontro campale tra Conte e Grillo. Uno vincerà la contesa interna, l’altro che farà? Si parla di una possibile scissione, con il primo che rivolta il partito come un calzino e si allea stabilmente con il Pd, l’altro, Grillo o chi per lui, che torna a giocare in prima battuta in solitaria e si affida alla sua impostazione fondativa e ad un diverso gruppo dirigente.
Nessuno, a breve, sarà più il partito che è oggi. Nemmeno il Pd, che traguarda lo scenario di un campo largo propagandato, ma che è assai complicato traghettare integro dai tanti no a Giorgia Meloni ai sì al mosaico di un programma di governo ad incastri condivisi. Se si andrà alla fine della legislatura o si voterà prima dipende da cosa diventeranno i partiti nelle prossime settimane.
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