John Henry Newman sarà dottore della Chiesa

Il cardinale, originario di Londra, aveva vissuto in pieno Ottocento ed era considerato un modello di ricerca della verità
John Henry Newman ritratto da sir John Everett Millais I
John Henry Newman ritratto da sir John Everett Millais I
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John Henry Newman sarà Dottore della Chiesa. Papa Leone XIV ha sottoscritto il parere affermativo dei Cardinali e Vescovi del Dicastero per le cause dei santi. Newman, vissuto in pieno Ottocento, dal 1801 al 1890, era un «gentleman» inglese originario di Londra e figlio di un bancario; divenuto ministro anglicano si è impegnato nel cercare una via di rinnovamento della Chiesa anglicana, animando un gruppo di preghiera e studio ad Oxford. Cercando la verità si fece cattolico, e divenne cardinale. Creato da papa Leone XIII. Fu proclamato Beato da Benedetto XVI nel settembre del 2010 e proclamato santo da papa Francesco nell’ottobre del 2019.

Presto si aggiungerà ai 37 santi, fra i quali quattro donne, considerati «dottori» per i loro scritti e i loro insegnamenti che sono stati, dai Padri della Chiesa al nostro tempo, illuminanti per i colti e per i semplici, per gli uomini di intelletto e per il popolo umile e non scolarizzato. Ma è proprio importante questa notizia? Si può rispondere tranquillamente di sì. Prima di tutto per un motivo «campanilistico», labile fin che si vuole, ma significativo per il mondo bresciano.

Papa Benedetto XVI - Foto Claudio Onorati
Papa Benedetto XVI - Foto Claudio Onorati

Infatti Newman diventando prete cattolico e perfezionando gli studi a Roma conobbe la famiglia religiosa fondata da S. Filippo Neri e vi aderì con entusiasmo. I padri filippini sono presenti a Brescia fin dalla metà del 1.500 fondati da padre Cabrini di Alfianello e la comunità da sempre è nota come «Padri della Pace». La loro secolare presenza è stata preziosa per i bresciani in molteplici modi. E continua all’ombra di una delle chiese più belle della città.

Ma più di questa considerazione nostrana sono coinvolgenti altri motivi che stanno alla radice della prestigiosa dichiarazione a Dottore della Chiesa. Infatti Newman è un modello di ricerca della verità. Oggi questa espressione sembra desueta e frusta ma la sostanza non cambia: si tratta di ricerca di senso, di significato della vita. Il giovane inglese, tentato di ateismo o agnosticismo, non si rassegnò a quanto veniva diffuso dalle filosofie, dai saperi e dalla cultura del tempo ma continuò la sua ricerca e, passando dall’anglicanesimo, approdò alla Chiesa cattolica, che offriva la pienezza della verità. In questo tempo di relativismo, individualismo, indifferenza la vicenda di Newman e quanto ha scritto, anche in termini autobiografici, è un bel messaggio.

Un ritratto di Newman   © www.giornaledibrescia.it
Un ritratto di Newman © www.giornaledibrescia.it

La spiritualità di Newman è profondamente «moderna». Basterebbe pensare alla sua preghiera più nota: «Guidami tu luce gentile. Guidami tra la nebbia che mi circonda...». Si tratta di un testo scritto nel 1833 quando Newman, trentenne, era in Italia sulla nave che lo portava dalla Sicilia a Napoli. Sembra che la nebbia che avvolgeva il mare sia per lui divenuta metafora dell’umana esistenza. Quando l’orizzonte non appare con chiarezza e certezze, non serve la presunzione della ragione che porta all’agnosticismo, all’angoscia, alla disperazione, che conduce all’impossibilità di conoscere Dio, di credere.

E quindi di lottare, sperare, resistere. L’uomo di oggi vive in banchi di nebbia fitta e disorientante e la figura di Newman invita a procedere passo dopo passo, sapendo che un orizzonte c’è. La vita del nuovo Dottore è un credibile esempio della continua ricerca del porto a cui approdare. In secondo luogo è stato un precursore del Concilio, per le sue concezioni sull’ecumenismo, l’autorità nella Chiesa, la sinodalità, la valorizzazione dei laici, il ritorno alle fonti. Giustamente è stato scritto che il cardinale Newman viene definito «il padre nascosto del Concilio».

Monsignore Bruno Forte - © www.giornaledibrescia.it
Monsignore Bruno Forte - © www.giornaledibrescia.it

Considerarlo Dottore è un messaggio medicinale formidabile per superare un malessere sempre più diffuso fra i cattolici, anche bresciani: quello che crea disagio verso le novità, certamente a volte distorte e non ben capite del Concilio, per sognare una Chiesa che era quella fino al pontificato di Pio XII, con quello stile pastorale, quella lingua latina, quella liturgia. Non sono pochi anche fra i giovani coloro che vanno alla ricerca di riti cattolici del passato nella convinzione che quanto è capitato da Giovanni XXIII in poi sia tradimento, debolezza e cedimento al mondo.

Giustamente il teologo e vescovo monsignore Bruno Forte ha scritto che nella permanente insicurezza della nostra «società liquida» (Zygmunt Bauman) il nuovo Dottore della Chiesa dimostra che è possibile conoscere la verità. E il Concilio non è affatto fuori dalla verità che rende liberi e responsabili.

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