Ho ravvisato due o tre grossolani errori di gestione da parte dell’ammiraglia Red Bull, la squadra di Pellizzari, durante questa tappa del Giro d'Italia.
Quando è scattato Vingegaard e Giulio l’ha seguito cercando di tenere il passo del danese ha fatto un clamoroso fuorigiri che rischiava di costrargli caro e potrebbe anche pagarlo dal punto di vista psicologico. Attorno a Pellizzari c’è da parte di noi tutti italiani e da parte del suo staff una grande aspettativa e pressione, ma dobbiamo renderci conto che attualmente l’italiano non è ancora a livello del danese e non deve dimostrare niente, solo crescere con calma, non lanciare il guanto di sfida ad uno dei pochi corridori al mondo che sa tener testa a Pogacar.

Il secondo errore ai -8 dall’arrivo ha iniziato a tirare la Visma e l’ammiraglia Red Bull ha mandato avanti a fare il ritmo Aleotti bruciando le sue chance di poter restare in classifica e giocarsi quindi nei prossimi giorni una ulteriore carta per stanare la squadra della Visma.
Infine avete notato che quando è arrivato Pellizzari il suo compagno Hindley è andato a sprintare per gli abbuoni superando il suo «presunto» capitano anche nella generale? Ricordiamoci che l’australiano ha vinto un Giro e forse a fare il gregario ad un ragazzino non ha proprio questa grande voglia. Gatta da pelare in ammiraglia.




