Il Giro inizia subito con un bel nome: Paul Magnier è un giovane francese di grande prospettiva. A soli 22 anni ha già vinto 27 corse fra i professionisti compresa questa tappa del Giro che rappresenta finora il suo traguardo più prestigioso. È arrivato al Giro con i fari spenti, nessuno forse lo indicava nel pronostico, ma ricordiamoci che questo ragazzo è a ridosso della top ten nella classifica mondiale e solo lo scorso anno ha ottenuto 19 vittorie. Quindi un degno vincitore per la prima tappa e una grande maglia rosa. Oltretutto corre in una squadra che lavora bene per i successi parziali.
C’è un poco di delusione da italiani perché contavamo su Milan. Ma nella Trek sono troppo nervosi causa i mancati risultati di inizio stagione e peccano nella gestione del treno. Anche ieri Consonni era da una parte e Milan dall’altra, Walscheid troppo avanti. Ad essere onesti però mi è sembrato che il friulano non avesse poi una grande gamba.
Oggi si cambia registro e molti dei velocisti resteranno staccati sull’arrivo in leggera ascesa a Veliko Tarnovo. È una tappa che sorride a corridori come il nostro Scaroni o se presa forte da passisti alla Ganna o come Arensmann. Potrebbe persino cambiare la maglia rosa se si crea qualche buco. A patto che l’andatura sia fin dalle prime battute sostenuta.



