Opinioni

Giovani donne: di strada se n’è fatta, ma la maternità resta spartiacque

Lucia Lazzari
Come Ariel che voleva essere libera, le ventenni nel nuovo Millennimo sognano vera indipendenza e parità
L'opinione delle ventenni
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Ariel è la principessa Disney che da piccola mi teneva incollata al televisore. Il cartone animato che ha come protagonista una sirenetta curiosa, indipendente e ribelle mi incantava. Ho sempre ammirato i suoi sacrifici per ricevere gambe umane e conoscere il mondo terreno, ma il messaggio è più profondo: Ariel voleva essere libera.

Anche nel 2026 le donne si impegnano per essere libere, un po’ come la sirenetta. Certo, negli anni abbiamo ottenuto maggiori diritti (alla proprietà, di voto, sociali, lavorativi), ma ci sono ancora alcuni fattori che ostacolano il raggiungimento di una vera parità di genere. Insomma, per essere libere dobbiamo fare un po’ di fatica in più.

Le donne ricoprono ruoli dirigenziali, possono fare carriera, avere indipendenza economica. Spesso, però, dietro un successo professionale c’è un’altra persona che ti mette la mano sulla spalla e ti sprona a non mollare. Al contrario, a volte per le donne quella persona non c’è e si trovano a dover combattere pregiudizi o a compiere scelte importanti senza un vero sostegno. Sostegno che manca in primis dalle istituzioni che ci permettono di crescere liberamente dal punto di vista professionale finché non decidiamo di diventare mamme.

Non è impossibile avere un buon equilibrio tra vita personale e professionale, ma non è sempre facile. Da qui la scelta di lavorare part time per occuparsi della famiglia. Questo limita però le opportunità di ricoprire posizioni apicali, riduce i guadagni e ritornando all’inizio limita la libertà. La disparità salariale è realtà. Maggiori bonus, la settimana lavorativa corta, asili nidi aziendali, flessibilità nei congedi di maternità e paternità permetterebbero anche alle donne di far carriera senza rinunciare alla famiglia. Di passi ne abbiamo fatti molti ma prima di arrivare in cima, essere libere e ammirare il panorama forse dovremmo goderci la salita, sostenendoci a vicenda, imparando ad amarci di più e continuando ad inseguire i nostri sogni. Come Ariel.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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