Gli estremismi antisistema in Francia e Germania

Il voto dei tedeschi ha sventato – grazie anche al sistema elettorale – la «tenaglia» formata dall’AfD a destra e dal Bsw (Sara Wagenknecht) a sinistra. Si sarebbe creata intorno ai partiti di governo un’area parlamentare di dissenso profondo, antisistema e pronto ad approfittare delle eventuali difficoltà di democristiani e socialdemocratici.
Non affermiamo che la presenza della Linke, a sinistra, possa essere considerata alla stregua di un qualsiasi partito «di sistema», però, in effetti, il partito che ebbe i suoi primi successi ad Est, proprio dove ora si preferisce l’azzurro dell’AfD al rosso della formazione di sinistra, ha fatto molta strada e non può essere considerata un pericolo per la democrazia tedesca.
La «tenaglia», quindi, è nella società (dove AfD e Bsw hanno rispettivamente il 20,8% e il 4,97% dei voti, per un totale di circa il 26,8%) ma non in Parlamento. In questo, la lettura del voto per il Bundestag ha un po’ tralasciato chi sta peggio, cioè la Francia, grande malata d’Europa, con governi instabili presi nella tenaglia della France Insoumise (FrI) a sinistra (Mélenchon, anche se è solo il leader di un pezzo dello schieramento progressista, ha però un seguito elettorale rilevante) e del Rassemblement National (Rn) a destra (la Le Pen e Bardella hanno ottenuto il 33,2% dei voti alle politiche).
Insieme, FrI e Rn hanno circa il 42-43% dei voti, cioè molto più di AfD e Bsw in Germania. Non solo: la «tenaglia» antisistema funziona in Francia perché blocca la sinistra (rendendo indisponibile una parte dei suoi voti per grandi coalizioni) e la destra (costringendo gli ex gaullisti a difficili equilibri fra governo e rapporto con Rn). In Germania non c’è, inoltre, possibilità di vedere presto un esponente dell’AfD al governo o alla presidenza della Repubblica, cosa che invece in Francia potrebbe essere possibile già fra un paio d’anni.
La «tenaglia» è di solito rischiosa per la democrazia, perché negli anni Trenta dello scorso secolo strangolò la Repubblica di Weimar, aprendo la strada all’avvento al potere di Hitler. C’è stato, però, un caso di «tenaglia utile» durante la Prima repubblica italiana (1946-’94) quando i governi imperniati sulla Dc avevano la sola scelta fra una formula centrista con i laici minori e un centrosinistra col Psi, perché da un lato, a sinistra, c’era il Pci togliattiano e, a destra, c’era il Msi nostalgico del fascismo.
🔵 Confrontées à l'ensauvagement, au tribunal médiatique, au désengagement de l'État et aux menaces de l'extrême gauche révolutionnaire, nos forces de l'ordre sont en première ligne pour défendre les Français !
— Rassemblement National (@RNational_off) March 5, 2025
Il est urgent de protéger ceux qui nous protègent. Instaurons la… pic.twitter.com/WJvuTSX57B
Alla Dc la «tenaglia all’italiana» ha fatto gioco, perché le ha permesso di presentarsi agli elettori come l’unica possibile forza democratica di governo, collocata al centro non solo dello schieramento politico e del sistema, ma anche dell’intero apparato dello Stato. La paura dei comunisti ha funzionato persino quando il Pci non c’era più, quando Berlusconi la evocava per conquistare il voto moderato, mentre quella dei missini fu abilmente stemperata da Fini, che fu per certi versi più avanzato nell’allontanamento dalle radici missine rispetto a quanto non sia oggi Fratelli d’Italia.
#Trump ein Titan! Während 🇩🇪 etablierte Regierungen unverschämten Bettlern noch das letzte Hemd hinterher werfen, das sie vorher Arbeitern, Rentnern und Geringverdienern ausgezogen haben, werden solche Leute in 🇺🇸 heute dorthin befördert, wo sie hingehören! Vor die Tür! #selensky… pic.twitter.com/7bFDSNEEDM
— Martin Reichardt, MdB (@M_Reichardt_AfD) February 28, 2025
L’Italia è andata avanti con Pci e Msi che negli anni ’60 rappresentavano circa il 30% dei voti, ma la collocazione internazionale dell’Italia e l’evoluzione comunista – con Berlinguer – verso la piena accettazione del sistema, hanno sbloccato la tenaglia. Ad ogni buon conto, la Germania ha scampato – per ora – un pericolo, ma insieme alla Francia resta sotto osservazione, perché il malcontento può crescere, spinto da fattori economici, portando così due democrazie europee di primo piano a fare i conti con gli estremisti antisistema, che rappresentano nel caso franco-tedesco qualcosa da cui guardarsi bene.
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