Opinioni

Le donne quarantenni: chiamate a fare tutto, ma senza fare rumore

Ancora oggi è difficile essere donna: si deve essere piacenti, lavorare ed essere presenti, ma senza essere rampanti o «isteriche»
L'opinione delle quarantenni
L'opinione delle quarantenni
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Non tornerei ai vent’anni. O meglio, lo farei solo a patto di portarmi dietro la testa dei quaranta. Oggi sono meno insicura, consapevole delle mie capacità, del mio valore, di poter pensare che se una cosa non va per il verso giusto non è necessariamente colpa mia. E analizzarla. Ho acquisito la capacità di liberarmi delle cose superflue e delle persone che non mi fanno sentire bene. Di non parlare di ciò che mi annoia. Ho due figli, faccio più sport (a vent’anni non ne facevo) e cerco di restare in salute. E fin qui tutto bene. Fuori di me, invece, vedo tante cose che non vanno e sono preoccupata per le giovani di oggi e quelle che verranno.

Sono stata la prima laureata della mia famiglia, sono cresciuta in una casa sicuramente non femminista a parole, ma nei fatti sì, in cui le donne sono sempre state protagoniste della loro vita: la mia bisnonna si fece intestare metà della casa mettendoci i suoi risparmi, mia nonna era, con sua sorella, la «datrice di lavoro» di un pugno di uomini e mia madre ha sempre lavorato raggiungendo posizioni dirigenziali. Mio padre, dal canto suo, mi ha insegnato il bricolage e mai ha fatto differenze con mio fratello derivanti dal sesso.

Ma fuori ho trovato un mondo completamente diverso: certi uomini non ti guardano (figuriamoci ascoltare) quando esprimi un’opinione, se ti fai valere sei un’isterica (o peggio), se intavoli un discorso sulla parità sei una rompiscatole e succede che non ti considerino per ruoli apicali perché hai una famiglia. Sia chiaro, non è sempre così (e ti stupisci pure quando non succede), ma siamo arrivati a un punto dal quale è difficile muoversi. Per farlo serve cultura, educazione e leggi. Per questo dico a mia figlia di essere indipendente, di studiare, di avere un suo conto corrente e a mio figlio di rispettare i corpi, i ruoli e di badare al valore delle persone.

Anche oggi è difficile essere donna: siamo chiamate ad essere piacenti, a non invecchiare, a essere ben vestite, ma non frivole; a lavorare, ma senza essere rampanti e ad essere buone madri e sempre presenti. Senza lamentele per il carico. A far figli presto, ma senza aiuti. A guadagnare, ma non più del nostro compagno.

Alle giovani dico: prendete tutto quello che pensate di poter meritare, abbiate fiducia in voi. E non fatevi dire quel che dovete essere!

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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