Quasi diecimila partecipanti, cento delegazioni, impegni per dieci miliardi di euro. Sono le cifre della conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina. Dati questi numeri, non pochi, compreso Zelensky, hanno definito il tutto un nuovo piano Marshall. Un richiamo usato per le circostanze più diverse.
Tuttavia, quel nome non ha mai portato tanta fortuna ai piani cui è stato assimilato, sempre finiti in un ben poco di fatto. Con l’eccezione di Next Generation Eu, ancora in corso d’opera, ma con buone prospettive. Infatti, è sempre e solo stato chiamato con il suo nome. Riferiamoci, dunque – a quanto avviato con la conferenza di Roma – come Piano per la Ricostruzione dell’Ucraina i soliti detrattori vi vedono una fuga in avanti. Come parlare di ricostruzione quando la distruzione è ancora in atto, anzi si sta via via intensificando? Non è affatto avventato, in tempi di guerra, pensare al suo dopo. La conferenza di Bretton Woods ebbe luogo mentre in Europa ancora si combatteva.




