Opinioni

Commerci a rischio nel Golfo, l’Ue guarda al Mercosur

L’aggravarsi della crisi legata al conflitto tra Usa, Israele ed Iran costringe l’Unione a cercare un rafforzamento dei legami con l’America Latina
L'Ue ed Ursula Von der Leyen guardano con interesse ai legami con l'America Latina - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
L'Ue ed Ursula Von der Leyen guardano con interesse ai legami con l'America Latina - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Una volta tanto unanimi, i ministri degli esteri dell’Ue, hanno escluso qualsivoglia forma di intervento nello stretto di Hormuz volto a consentire il passaggio delle petroliere, molte delle quali dirette ai nostri porti. La crisi si aggrava e prolunga. L’ultima iniziativa di The Donald ha incendiato un’area strategica, oltre allo stretto di Hormuz bloccato, sono crescenti le minacce sul Bab-el Mandeb (accesso al Mar Rosso). Dal primo transita il 20 per cento del petrolio via mare, dal secondo il 15 dei trasporti marittimi globali. Il primo ha parziali vie alternative, quali l’oleodotto saudita verso il Mar Rosso, o quello degli Emirati verso il golfo di Oman, ma per quantitativi limitati. Il secondo è evitabile circumnavigando l’Africa, con aggravi di costi fino al 30 per cento e di tempi fino al 50.

Al di là dell’impatto sui prezzi dell’energia, vi è quello sull’export europeo, italiano, e pure bresciano. Quest’ultimo, ma pure il saldo commerciale, superano il mezzo miliardo di euro. Tanti i settori esportatori verso Iran, monarchie del Golfo e Yemen, dai macchinari al marmo ai prodotti in metallo, come si leggeva su queste pagine il 3 marzo. Ora regna l’incertezza.

La vigilia dell’attacco all’Iran, una importante notizia è stata subito accantonata da quelle della guerra. Tuttavia, proprio questa, con il suoi effetti dirompenti su commerci e investimenti nell’area Medio Oriente-Golfo, ne rimarca l’importanza per l’Ue, nonché per l’economia internazionale.

Il 27 febbraio Ursula von der Leyen ha annunciato l’applicazione provvisoria dell’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur. La Commissione ha agito dopoché, con le decisioni del 9 gennaio e 20 febbraio, il Consiglio dell’Ue l’aveva autorizzata alla «firma, a nome dell’Unione, dell’accordo di partenariato», applicandone provvisoriamente le parti commerciali.

Un’approvazione, come da Trattato, a maggioranza qualificata, con Francia, Irlanda, Austria, Polonia e Ungheria a votare contro, e l’astensione belga. Macron, commentando la notizia ha tacciato la decisione d’essere «irrispettosa» verso il Parlamento europeo. Innanzitutto, se atteggiamento irrispettoso v’è stato, è da ascrivere (a biasimo) in primis al presidente francese, proprio per non essersi attenuto alla decisione di una maggioranza.

Lo stesso Macron, sia detto per inciso, è tra i sostenitori dell’abolizione del voto all’unanimità. Quando si dice passare dalla teoria alla pratica… Quello con il Mercosur, come tanti altri dell’Ue è un accordo misto. Gli aspetti commerciali sono di competenza esclusiva della Commissione, quelli su investimenti e cooperazione politica (il cosiddetto soft power, sorta di cinghia di trasmissione dei valori e dei principi umanitari dell’Ue…) sono di competenza degli Stati membri. Appunto in base alla competenza esclusiva, la Commissione ha agito come visto. Questione complessa. Più politica di quanto non sia giuridica. La parola è ora alla Corte.

I passati dodici mesi ci hanno riservato cattive sorprese sul commercio internazionale. I dazi di Trump, nonostante le decisioni della Corte Suprema, rimarranno. Un vento protezionista spira e lambisce anche i democratici. A tutto ciò si è aggiunta la guerra in Iran e nel Golfo.

In questo oscuro scenario va collocato l’accordo Mercosur. I suoi vantaggi per la manifattura sono di ampio respiro. Non è il caso di tornarvi sopra. Per l’agricoltura, le clausole di salvaguardia, introdotte dal Consiglio dell’Ue, garantiscono l’affrontare rapidamente eventuali turbative del mercato a seguito di importazioni di prodotti agricoli sensibili.

In un periodo di crescente incertezza globale, è essenziale rafforzare i legami economici europei con l’America Latina (o vogliamo lasciarla a Trump o alla Cina?). Tanto più perché si tratta di un’area geopoliticamente stabile, dagli antichi legami, in particolare con l’Italia. Il mondo è vasto. Se verso est vi sono tanti e crescenti incertezze, guardiamo dall’altra parte.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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