Ci sono voluti cinque mesi perché in Austria s’insediasse un nuovo governo: dopo le elezioni dello scorso settembre sono seguite settimane di fibrillazione politica quali mai si erano viste nel dopoguerra, al punto di far vacillare non solo il mito – già di per sé logorato – della «Felix Austria», ma anche la stabilità democratica del sistema politico.
Il merito precipuo per il superamento del lungo impasse va al Presidente della Repubblica, quell’ Alexander Van der Bellen, da nove anni anziana e saggia guida del paese, che ha saputo tessere la sua tela con pazienza e moderazione, aspettando che i nodi venissero al pettine e patrocinando la coalizione che alla fine è riuscita a costituire il nuovo esecutivo.




