Un lungo passo indietro è un grande passo avanti

Giordana vive da sola con le due figlie adolescenti. Il marito l’ha lasciata per andare a vivere con una più giovane dalla quale ha quasi subito avuto un altro figlio. S’è fatto di fumo. Giordana si era trasferita per amore e quindi vive in un luogo che è lontano dalle sue amicizie storiche e dalla sua famiglia d’origine. Pur essendo un tipo socievole, tra lavoro e impegni delle figlie non è che le resti del gran tempo (e nemmeno dei grandi soldi) per riorganizzarsi una vita sociale.
Qualche mese fa, è in viaggio insieme alle ragazze, che ha accompagnato a un concerto. È tardi, è buio e pioviggina. Un’auto, in sorpasso in tangenziale, la sfiora. Giordana perde il controllo e prima sbanda, poi fa un giro completo su se stessa. Stando alle sue parole, un momento vede lo spartitraffico di cemento che divide le due corsie e un attimo dopo è sulla corsia d’emergenza, senza avere nessuna coscienza di quel che accade nel mezzo. L’auto è intera, le ragazze sono spaventate ma illese e lei rientra in sé un poco alla volta. Si convince che, se è ancora viva, è per miracolo. Tornano a casa, ma Giordana non chiude occhio.
L’accaduto le si ripropone in frammenti di immagini, sensazioni spiacevoli, come fanno gli incubi ricorrenti. Si rende conto che avrebbe voglia di raccontare a che cosa è sopravvissuta, ma le mancano gli interlocutori. Chi la conosce si congratula per il fatto che sia andato tutto bene, risposte educate che non lasciano trasparire alcuna reale partecipazione emotiva. Manca quell’afflato umano che dovrebbe far da ammortizzatore alla paura che le è rimasta addosso. Giordana inizia a lavorare di fantasia e si chiede: e se non fosse andata tanto bene? Se avesse avuto bisogno di cure? Inorridisce alla sola immagine che le viene in mente: un letto d’ospedale senza nessuno accanto.
Così prende una decisione: tornerà alla casa dov’è cresciuta. Inizia a organizzarsi, così che tutto sia pronto per la fine dell’anno scolastico. Le ragazze avranno gioco facile nel trovare nuovi amici tra i banchi di scuola e lei avrà i genitori che l’aiuteranno nella gestione delle figlie. Il lavoro lo trova: non è quello che sogna, ma è quello che le serve per avviare il cambiamento. Il punto fermo è un altro: conserverà del tempo per sé, per recuperare la rete di rapporti che ha lasciato e per costruire nuove relazioni amicali. Alla fine, sono quelle la vera ricchezza. Se puoi immaginare chi verrà al tuo capezzale, buona parte delle tue preoccupazioni può chetarsi.
In tutto ciò, si sente fortunata: si era allontanata sognante, ma alla fine per sognare davvero deve tornare indietro, come a chiudere un cerchio e si sente privilegiata. Non tutti possono tornare indietro, non tutti possono andare avanti. In troppi sono incastrati in una scalinata di necessità che sembra spingere solo in avanti, in una salita di fatica crescente. Trovo che Giordana abbia ragione: in un mondo che spinge a una prestazione continua sotto scacco di uno spavento costante, trovare qualcuno accanto al quale sedersi può essere la risposta migliore e più eversiva.
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