È morto Pepe Mujica, ex presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015. È stata una delle figure di primo piano della sinistra latinoamericana. Giovane militante del Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru, un gruppo di lotta armata di stampo comunista attivo in Uruguay tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, fu fatto prigioniero dopo l’instaurazione della dittatura civil-militare. Con il ritorno alla democrazia, negli anni Ottanta, inizia la sua carriera politica fino a essere eletto presidente agli inizi del secolo XXI.
Sulla scia di Lula, che nel 2002 si presentava ed era presentato come il primo presidente «operaio» eletto in Brasile, anche Mujica nel 2010 si vedeva ed era visto come «il presidente più povero del mondo» in virtù del suo rifiuto di vivere nel palazzo presidenziale, preferendogli la sua semplice casa di campagna, e in quanto donava quasi tutto il suo salario agli enti di carità. Uomo semplice, «agricoltore» prestato alla politica pro tempore, in realtà Mujica era un politico esperto, che aveva occupato tutte le principali cariche (deputato, ministro, senatore) grazie anche al sostegno del «Fronte ampio», la compagine progressista, di centro sinistra, di cui era uno dei leader indiscussi.




