Non ci sono più i gelati di una volta

Un tempo gli elettrodomestici duravano una vita, non come quelli di oggi. Per non parlare delle scarpe, le portavi a sistemare e le mettevi per decenni, quelle di oggi dopo una stagione sono pronte da buttare.
E il cibo? Non parliamone neanche, il burro è talmente slavato che quando si scioglie sembra acqua: insapore. I formaggi sono tutti uguali, insignificanti. La carne? Per carità, metti una bistecca in padella e in dieci secondi è già la metà. La frutta non sa di niente. Potrei proseguire ancora a lungo, sono solo alcuni dei temi che hanno animato (se così posso dire) una cena tra miei coetanei.
Quindi un gruppo di persone che ha scavallato i cinquanta, ma che vuole tenacemente apparire giovane; la mente intanto ha iniziato a rifugiarsi in un passato mitico mai esistito. Io la penso come la mia bisnonna, a 90 anni suonati si lamentava che andassero a trovarla solo vecchi: in realtà spesso più giovani di lei, ma ai suoi occhi comunque insopportabili.
È dura affrontare il tempo che avanza, ancora di più i tuoi coetanei. Ne ho avuta conferma, appunto, durante la predetta cena. L’intercalare più abusato è stato «ti ricordi?». Sì, mi ricordo, diamine. Verso gli amari ecco il genio che si è giocato il jolly: avete notato che i gelati sono sempre più piccoli?
È un fenomeno che si chiama shrinkflation, si riduce il prodotto per mantenere il margine di profitto. Ho tentato di spiegarlo, ma è sceso in campo quell’altro: non ci sono più i tormentoni estivi di una volta. Da un telefonino è partita la lambada. Non ho ballato.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
