Stavo guardando i miei pomodori che stanno crescendo meravigliosamente e a fatica ho trattenuto le lacrime per la commozione, una vampata financo all’anima mi ha preso mentre osservavo quelle piantine che stanno con orgoglio conquistando il loro spazio nel mondo. Ma quanto sono belle? E il sedano che cresce meravigliosamente rigoglioso? Che splendore. Per non parlare dei primi ciuffi delle carote, che tenerezza infinita.
Potrei stare ore a guardare sognante la mia ortaglia. Null’altro riesce ad essere così esteticamente appagante. La natura ha un’estetica assolutamente perfetta senza bisogno dei consigli dell’armocromista. Di più, la sua bellezza non è meramente estetica, è una forza che ti rigenera, che ti riconcilia con il mondo.
Poi ti capita di andare a fare la spesa il sabato mattina e quella riconciliazione si spezza irrimediabilmente. Perché se il bosco dopo la pioggia profuma di rinascita (sono anche poeta), le corsie affollate del supermercato hanno l’aria satura di deodoranti per le ascelle non utilizzati. E siamo solo a inizio maggio. Per non parlare dello sfoggio senza vergogna della tuta, ma perché? Il vestire comodo è la piaga del nostro tempo. Meglio, è la scusa patetica dietro cui si trincera chi non sa vestirsi. Perché il senso estetico tra gli esseri umani è sempre meno praticato. Se mi mettessi lo smoking persino io potrei passare per James Bond (è un’iperbole, ma ci siamo capiti). Ma se andassi al Conad in canotta e bermudino? Ecco, non sembrerei per niente Brad Pitt.




