Caro Babbo Natale, sono stato molto bravo

Una letterina scritta con grande obbiettività
Caro Babbo Natale, aiutami a preservare sempre l'ironia con cui guardo il mondo
Caro Babbo Natale, aiutami a preservare sempre l'ironia con cui guardo il mondo
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Caro Babbo Natale, ora che quest’anno volge inesorabilmente al tramonto, vengo a te con la presente tracciando un bilancio, annunciando impegni per il tempo a venire e allegando una sobria richiesta, come tradizione vuole.

Partiamo da una lucida e distaccata analisi dei mesi passati. Devo onestamente dire che ritengo di essermi comportato sempre molto, molto, molto bene. Come la quasi totalità di color che popolano i social, ho gonfiato incessantemente il mio ego, ho condiviso selfie patetici con la stessa inconsapevolezza di quelli che ti invitavano a vedere le terrificanti diapositive delle loro vacanze. Sono entrato in conversazioni a gamba tesa quasi sempre senza nessuna competenza sul tema: oggi l’importante è dire qualcosa, poi in caso si smentisce, e se serve si smentisce la smentita. E avanti col prossimo commento.

Non ho detto nulla a quelli che comprano un panettone a 120 euro e pretendono anche di insegnarti la vita: loro a te. Mi sono morso la lingua incontrando per strada quelli che spingono un passeggino con all’interno un cane o un gatto e gli parlano definendosi mamma e papà, l’aspecismo è una tragedia del nostro tempo, ma mi sono trattenuto. Da coltivatore della terra ho provato anche a essere amico dei vegani, financo di quelli mangiano solo carote estratte senza violenza dal terreno. Ho teso loro un ramoscello d’ulivo, ma quelli se lo sono mangiato. Ci riproverò. In virtù di tutto questo, ti chiedo di conservarmi la capacità di sorridere dei miei tic e delle mie manie, e di guardare con altrettanta ironia al mondo che mi circonda. Una risata ci salverà.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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