Ballando il liscio a Berlinghetto

Il popolare attore hollywoodiano Stanley Tucci, in un viaggio alla scoperta delle sue origini italiane, è stato ammaliato dall’atmosfera respirata a Siena nelle giornate che hanno preceduto il famoso palio. L’attore del Diavolo veste Prada si è letteralmente innamorato della vita tra le contrade, della cucina tipica, di quei rapporti umani che difficilmente prendono corpo in un grattacielo di New York.
Ho vissuto le stesse emozioni alla sagra di san Rocco a Berlinghetto. Ci vado ogni anno. Migliaia di persone affollano le serate gustando casoncelli (ovviamente) ma anche musetto ai ferri (meraviglioso). Il punto di forza sono le orchestre di ballo liscio. Solitamente la cantante si approccia al suo pubblico (adorante) come fosse Mariah Carey. Tra luci laser e immancabile macchina del fumo in azione, annuncia che proporrà nuovi pezzi, chissà chi lo conosce il suo repertorio, poco conta.
Pochi secondi ed ecco la pista piena. Chi balla il liscio non ride mai, le persone hanno espressioni asettiche, sembrano quasi infastidite. Chissà se si divertono davvero. Solitamente c’è una coppia di professionisti che si mette in mostra, li riconosci per la innaturale rigidità dei corpi e per il sorriso di circostanza stampato sul volto. Tra i maschi ballerini vanno ancora forte i baffi. La frontwoman sul palco si muove come se stesse facendo acquagym. Il ballo del pinguino continua ad aggregare senza tramontare mai e va bene un po’ per tutto: in gruppo è il top della serata. Io mi trovo bene con la baciata, ma sono gusti.
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@Domenica
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