Micelio

Si continua a non dare spazio ai giovani, ed è un errore

Dalla politica alle aziende, i vertici continuano a essere rappresentati prevalentemente da qualcuno legato al passato mentre il mondo evolve sempre più veloce
Andrea Bariselli

Andrea Bariselli

Editorialista

Un ragazzo guarda l'orizzonte in montagna - Foto Unsplash
Un ragazzo guarda l'orizzonte in montagna - Foto Unsplash

Questa lista comprende alcuni dei più influenti capi di stato e di governo nel mondo attuale:

  • Joe Biden (Presidente degli Stati Uniti) - 81 anni
  • Xi Jinping (Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, leader supremo della Cina) - 70 anni
  • Benjamin Netanyahu (Primo Ministro di Israele) - 74 anni
  • Vladimir Putin (Presidente della Russia) - 71 anni
  • Narendra Modi (Primo Ministro dell'India) - 73 anni
  • Re Salman dell'Arabia Saudita - 89 anni
  • Ayatollah Ali Khamenei (Supremo Leader dell'Iran) - 85 anni

La media dell’età dei leader presenti nella lista è di circa 77,6 anni.

Certo, è puramente rappresentativa, ma tra questi nomi ce ne sono almeno 3 o 4 che tengono in mano le sorti (e purtroppo le vite) di miliardi di esseri umani.
Sono persone che simboleggiano a tutti gli effetti una generazione che ha un punto di ancoraggio alla realtà radicato nel passato. Oltre all’età anagrafica, lo testimonia il fare aggressivo – spesso totalitario e capitalista – lontano dai temi di condivisione e inclusività. Figuriamoci a quelli ambientali: sono anche i signori del fossile.

La cosa che però spesso mi chiedo è questa: immaginiamo che al loro posto ci siano ragazzi e ragazze che oggi hanno 30/35 anni, farebbero le stesse loro scelte? Io non credo.

Se davvero così non fosse, la domanda è perché allora non si cerca di fare spazio a chi, nel bene o nel male, viene dal presente. Come un giovane. È una sfida ambiziosa, ovvio, e con diversi rischi. Ma perché no? Potrebbero davvero fare peggio di quello che sta accadendo oggi sul pianeta?
È evidente che qualcosa non sta funzionando, che sta fallendo il tentativo di evolvere umanamente e socialmente verso un senso di collettività, di specie, unita da un destino comune: quello di abitare sulla terra.

Il problema è anche che questi leader sono lo specchio esatto di quello che vedo spesso nelle aziende, soprattutto italiane: ai vertici troviamo uomini (donne quasi mai pervenute) che appartengono alla stessa generazione, con le stesse idee.
Mentre il mondo ha preso velocità (anche troppa) e se davvero non ci daremo presto da fare, temo che una buona fetta possa scomparire sotto il peso del passato, che lo tiene attanagliato per sempre. Affondando assieme.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
SponsorizzatoEseb e Cape: 80 anni di impegno per l’edilizia brescianaEseb e Cape: 80 anni di impegno per l’edilizia bresciana

Venerdì 18 settembre una festa aperta alla città tra storia, competenze e futuro