Micelio

Si continua a non dare spazio ai giovani, ed è un errore

Dalla politica alle aziende, i vertici continuano a essere rappresentati prevalentemente da qualcuno legato al passato mentre il mondo evolve sempre più veloce
Un ragazzo guarda l'orizzonte in montagna - Foto Unsplash
Un ragazzo guarda l'orizzonte in montagna - Foto Unsplash
AA

Questa lista comprende alcuni dei più influenti capi di stato e di governo nel mondo attuale:

  • Joe Biden (Presidente degli Stati Uniti) - 81 anni
  • Xi Jinping (Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, leader supremo della Cina) - 70 anni
  • Benjamin Netanyahu (Primo Ministro di Israele) - 74 anni
  • Vladimir Putin (Presidente della Russia) - 71 anni
  • Narendra Modi (Primo Ministro dell'India) - 73 anni
  • Re Salman dell'Arabia Saudita - 89 anni
  • Ayatollah Ali Khamenei (Supremo Leader dell'Iran) - 85 anni

La media dell’età dei leader presenti nella lista è di circa 77,6 anni.

Certo, è puramente rappresentativa, ma tra questi nomi ce ne sono almeno 3 o 4 che tengono in mano le sorti (e purtroppo le vite) di miliardi di esseri umani.
Sono persone che simboleggiano a tutti gli effetti una generazione che ha un punto di ancoraggio alla realtà radicato nel passato. Oltre all’età anagrafica, lo testimonia il fare aggressivo – spesso totalitario e capitalista – lontano dai temi di condivisione e inclusività. Figuriamoci a quelli ambientali: sono anche i signori del fossile.

La cosa che però spesso mi chiedo è questa: immaginiamo che al loro posto ci siano ragazzi e ragazze che oggi hanno 30/35 anni, farebbero le stesse loro scelte? Io non credo.

Se davvero così non fosse, la domanda è perché allora non si cerca di fare spazio a chi, nel bene o nel male, viene dal presente. Come un giovane. È una sfida ambiziosa, ovvio, e con diversi rischi. Ma perché no? Potrebbero davvero fare peggio di quello che sta accadendo oggi sul pianeta?
È evidente che qualcosa non sta funzionando, che sta fallendo il tentativo di evolvere umanamente e socialmente verso un senso di collettività, di specie, unita da un destino comune: quello di abitare sulla terra.

Il problema è anche che questi leader sono lo specchio esatto di quello che vedo spesso nelle aziende, soprattutto italiane: ai vertici troviamo uomini (donne quasi mai pervenute) che appartengono alla stessa generazione, con le stesse idee.
Mentre il mondo ha preso velocità (anche troppa) e se davvero non ci daremo presto da fare, temo che una buona fetta possa scomparire sotto il peso del passato, che lo tiene attanagliato per sempre. Affondando assieme.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.