Lettere al direttore

Via la scritta contro la guerra. Un vero peccato

Scrivo queste brevi note per esternare il mio stupore e il mio disappunto per quello che è avvenuto a Corte Franca nei giorni scorsi. Il mio disappunto nasce dal fatto che il sindaco recentemente eletto e la Giunta appena insediata hanno provveduto a rimuovere dalla facciata del municipio la scritta «Questo Comune ripudia la guerra» facente riferimento, anche grafico, all’Articolo 11 della Costituzione Italiana. L’iniziativa è promossa da Emergency, onlus che sostiene una cultura di pace e opera in zone di guerra e non solo (a Brescia esiste da tempo uno sportello) curando gratuitamente donne, uomini e bambini di ogni etnia e provenienza sociale. Siamo in un Paese democratico, lo ripetiamo ogni volta, e ognuno è ovviamente libero di pensarla come vuole. Ma non dimentichiamo mai che se abbiamo quella libertà è per merito e sacrificio di chi l’ha conquistata e poi cercato di proteggerla promulgando la Costituzione. Essa è una Carta che andrebbe rispettata da tutti, ma principalmente da chi ha la responsabilità di reggerne le istituzioni, siano esse di alto grado o di piccoli Comuni. Certamente quello striscione non è esposto sulle facciate di tutte le Amministrazioni del nostro Paese, ma c’è una bella differenza tra la decisione di non esporlo, cosa che potrebbe avere mille motivi pratici, comunque quasi tutti discutibili, e quella, certamente ponderata, di toglierlo. Rimuovere una scritta che, oltre a non offendere nessuno, non fa altro che ribadire, dandogli però forza, un concetto sancito dal documento fondante di questo Stato è atto secondo me grave. Se un’autorità territoriale trova illegittima una scritta che, non prendendo posizioni ideologiche o di pretesa geopolitica, ricorda ai passanti di un qualunque borgo che essi stanno calpestando il suolo di un Paese che ripudia la guerra come strumento di relazione tra i popoli, che la trovi talmente illegittima da farla rimuovere, a me pare che quella autorità operi in evidente spregio dei dettami costituzionali e che sia quindi favorevole ai conflitti bellici. O no?

Emanuela Alberti

Monticelli Brusati

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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