Una preghiera di speranza per papa Leone
Ci sono momenti in cui le parole sembrano troppo fragili per esprimere ciò che sentiamo. Eppure, proprio allora, nasce il bisogno di pregare, di affidare al silenzio e alla speranza la sofferenza di chi rappresenta, per milioni di persone, un punto di riferimento spirituale umano. Sant’Agostino ci ha lasciato una riflessione profonda sul cuore inquieto dell’uomo, sul suo desiderio di amare e sulla ricerca di una pace che non sempre la vita concede. Il suo pensiero ci accompagna anche oggi, quando la malattia ci ricorda che nessuno è in vulnerabile e che, davanti alla fragilità, ogni differenza perde importanza. In queste ore il nostro pensiero si rivolge al Papa. Aldilà del ruolo che ricopre, c’è un uomo che ha bisogno di cure, di riposo, di vicinanza. Un uomo che porta con sé le attese di tanti fedeli e la responsabilità di una parola che vorrebbe raggiungere chi soffre, chi è solo, che ha smarrito la speranza. Vorremmo che la nostra preghiera diventasse un abbraccio capace di attraversare le distanze. Che ogni pensiero di affetto gli arrivasse come una carezza, che ogni invocazione si trasformasse in coraggio per affrontare la prova della malattia. Non possiamo decidere i tempi della guarigione, ma possiamo scegliere di non lasciare solo chi attraversa il dolore. Al Papa si chiede di poter ritrovare la salute e la forza necessaria per continuare il suo cammino. Gli siamo vicini con rispetto e affetto, senza dimenticare tutti coloro che, negli ospedali, nelle proprie case, combattono ogni giorno la stessa battaglia silenziosa. Perché la malattia non distingue tra potenti e umili, tra chi guida e chi viene guidato. Ci restituisce tutti alla nostra verità più semplice: siamo esseri fragili, bisognosi di cura, di amore di una mano che non si ritiri proprio quando ne abbiamo più bisogno. Che la speranza accompagni il Papa nel cammino della guarigione. E che la nostra preghiera non sia soltanto una richiesta rivolta al cielo, ma anche un impegno a non dimenticare chi soffre. Perché la fede si riconosce non soltanto nelle parole che pronunciamo, ma per l’amore che sappiamo offrire!
Elisa Lavanga
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