Trump sosterrà la Meloni perché il resto è peggio
La storica colonna portante tra gli antichi commentatori politici del giornale, Adalberto Migliorati, lunedì 29 giugno ha tracciato, forse anche con un briciolo di più che legittima soddisfazione, un quadro piuttosto fosco circa le sorti di Giorgia Meloni, soprattutto dal punto di vista della politica estera e dei rapporti burrascosi con Trump. Dando ora per scontata la totale imprevedibilità del presidente statunitense, vorrei chiedere a Migliorati se ritenga che davvero Trump ambirebbe avere più volentieri come interlocutore l’«armata» gassmaniana del Campo Largo. Con una linea di politica estera e militare di Conte, una di Renzi, una di Calenda, una di Avs e due del Pd. Un intrico al cui confronto il nodo autostradale di Bologna è una stradina bianca di paese quasi mai frequentata. Ed ancora vorrei chiedere a Migliorati, dopo un po’ di esperienza in trumpologia, cosa secondo lui potrebbe mai dire, o che gestualità assumere, il ciuffuto presidente ad un eventuale primo incontro con Schlein. Sinceramente temerei il peggio. Tutto sommato non credo che alla Casa Bianca si manovrerà per favorire il ben servito alla Meloni, visto cosa alberga sull’altro piatto della bilancia.
Paolo Zanetti
Brescia
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