Lettere al direttore

Trasporto studenti disservizi pagati a prezzo carissimo

Vorrei portare la mia esperienza con il trasporto pubblico sulla tratta Rezzato-Lonato, che ha trasformato l’inizio dell’anno scolastico di mio figlio in una serie di disagi e disservizi. Ho acquistato un abbonamento annuale con Arriva da 457 euro, confidando in un servizio ragionevole. Le lezioni sono iniziate il 10 settembre, ma già subito la situazione si è dimostrata inaccettabile. Già nei primissimi giorni di utilizzo si sono verificati ritardi prolungati, corse fuori orario e fermate saltate. In un’occasione, nonostante la regolare richiesta di discesa, l’autista ha oltrepassato due fermate, lasciando i ragazzi sotto un forte temporale a circa due chilometri dalla destinazione. Una mattina l’autobus è transitato con oltre dieci minuti di anticipo, un’altra ha superato un autobus urbano fermo con cui condivide la fermata lasciando i ragazzi a terra e in più casi costringendomi a riorganizzare urgentemente gli impegni per accompagnare mio figlio in automobile e non fargli perdere le lezioni. Parlando con altri genitori ho inoltre appreso che simili problemi sembravano tutt’altro che occasionali tanto che gli stessi, con l’esperienza degli anni precedenti, si organizzavano a turno per sopperire in auto al mezzo pubblico quando necessario. Ho quindi presentato una formale contestazione, chiedendo l’annullamento dell’abbonamento e il rimborso della somma versata. Sia chiaro, non per un ripensamento personale, ma perché il servizio si era dimostrato inaffidabile fin dall’inizio costringendomi quindi anche a scelte ben più onerose e complicate. Il gestore ha respinto la richiesta di rimborso integrale, motivando la decisione con la data di presentazione della domanda, il 17 settembre, e applicando il criterio del rimborso del 90% delle mensilità intere successive. Contrattualmente inappuntabile forse, ma risultato: 457 euro versati e un rimborso di 389,40 euro, con una trattenuta di 67,60 euro per un utilizzo reale e lacunoso di pochissimi giorni. È questo l’aspetto che lascia maggiormente l’amaro in bocca. Un abbonamento scolastico appena acquistato, un servizio inaffidabile dopo pochissimi giorni e una famiglia costretta a organizzarsi autonomamente per garantire la frequenza scolastica: possibile che tutto questo non meriti una valutazione diversa? Il cittadino paga anticipatamente, subisce i disservizi e, quando rinuncia perché non può fare affidamento sul servizio, perde anche una parte dei soldi versati. Non si tratta soltanto di 67,60 euro, ma di una questione di serietà, affidabilità, responsabilità e rispetto verso chi paga per un servizio essenziale che andrebbe valutato proprio sulla capacità di mantenere gli impegni assunti con i cittadini. Mi auguro che questa segnalazione richiami l’attenzione dei responsabili e contribuisca a evitare che altri studenti e genitori debbano affrontare la stessa esperienza.

Un genitore deluso

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