Tra nucleare e ambiente, quale futuro?
Nelle scorse settimane è stato pubblicato un articolo riguardante il «ritorno» al nucleare, contenente informazioni inesatte e fuorvianti. Sempre ammesso e non concesso che l’idea di avere «sei» centrali nucleari in Lombardia, quindi fuori l’uscio di casa, entusiasmi la popolazione che all’epoca aveva giustamente votato contro il nucleare; al fine di una informazione trasparente, ritengo sia doveroso informare i lettori che i reattori nucleari Smr di cui parla l’articolo, non sono di ultima generazione e non risolvono in alcun modo i problemi legati alla sicurezza e alla produzione di scorie radioattive. L’articolo inoltre non pone in evidenza il fatto che non si sia ancora pensato come e dove smaltire le scorie radioattive. In attesa della fusione nucleare, in Francia e in Italia e in altri Paesi, sono allo studio reattori nucleari «Amr» con caratteristiche completamente diverse e che sulla carta, dovrebbero risolvere i problemi sia di sicurezza che di scorie radioattive. Ma forse non si vuole attendere lo sviluppo di questi nuovi e più sicuri reattori. I «Data Center» e l’industria pesante hanno fretta, fame e sete. Ma anche le persone hanno fame e sete. Come le sfameremo se distruggiamo campi, fiumi e laghi e diamo l’acqua a queste strutture? Importando cibo scadente da altri continenti? In questo modo smetteremo di essere dipendenti energeticamente e lo diventeremo dal punto di vista agroalimentare. Noi, siamo quello che mangiamo. Meglio cibo genuino in tavola che uno smartphone.
Flavio Manzoni
Mornico al Serio
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