Telefoni e social? Ritroviamo piacere nella scrittura
In un mondo dove passiamo i minuti (e di conseguenza) anche la vita a scrollare i telefoni o i social, e a perderci nel flusso del web, proviamo a ritrovare il piacere della scrittura. Non quella da digitare, pigiando tasti su un qualche attrezzo o tastiera (lo faccio pure io lo ammetto, visto che con le parole ci lavoro, dette e scritte), ma la scrittura a mano, quella sulla carta e con la penna, proprio come hanno fatto nelle scuole in Svezia in queste settimane, dove hanno riportato in uso l’utilizzo della carta e della penna. Ritroviamo quindi il piacere del prendere un quaderno (righe, quadretti, con fogli bianchi, come piace più a voi) per ritrovare l’emozione dello scrivere a mano, con la penna e sulla carta. Da una decina di anni, condivido, con chi ha partecipato ai corsi di scrittura creativa che ho tenuto in città e provincia, questo piacere dello scrivere a mano. Vero, lo ammetto, nel tempo, qualcuno mi ha ribadito più volte che è meglio la tastiera, più comoda e veloce, ma chiedo, davvero di provare a recuperare il piacere dello scrivere a mano, perché scatena un fare attivo della mente e delle emozioni che, non sempre, avviene con e sui tasti. Ritroviamo il piacere di lasciarci trasportare dal flusso di pensieri e sensazioni che abbiamo in testa, che proviamo nell’animo e che, scrivendo a mano, finiscono sulla carta, passando direttamente dalla testa nella spalla, nel braccio, nella mano, nella penna e nella sua punta che lascia l’impronta (anche qui liberi di scegliere il colore della biro) del nostro umano ed emotivo sentire sulla carta. Ritroviamo davvero il piacere dello scrivere a mano, sulla carta e con la penna, perché con questo scrivere la fantasia e la creatività lavorano, creano e danno forma a pensieri e storie, maturano, e il ricordarsi le cose diventa più facile, così come capirle e collegarle le une alle altre. Scrivere aiuta anche la memoria, non sembra, ma se lo si fa con abitudine, ogni giorno, piccoli miglioramenti si notano. Ritroviamo il piacere non solo della scrittura a mano, ma anche dell’uso del corsivo. Già, in quanti lo usano ancora oggi? Riprendiamo a scrivere a penna e in corsivo, perché esso è parte di noi. Il corsivo è in ognuno di voi/noi, bambini, ragazzi o adulti. La scrittura a mano e anche il corsivo sono un tratto in più del nostro vissuto e quella calligrafia corsiva che, a volte magari vi faranno notare essere incomprensibile a chi la deve leggere (e ne so qualcosa perché spesso mi fanno notare che la mia è un po’ contorta) è, ricordatelo, parte e componente fondamentale del vostro io, è parte della vostra identità, che vi identifica e vi rende unici nel mondo caotico e veloce di oggi.
Viviana Filippini
Verolavecchia
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