Sostenete i Grest e il loro sforzo nell’educare
Leggo sul Giornale di ieri la lettera del lettore Diego e la risposta del vicedirettore che mi interpella rispetto ai nostri Grest, al loro costo, al proprio essere a servizio di bambini e famiglie. Nel provare ad abbozzare una risposta desidero innanzitutto ringraziare i parroci, i curati, le guide e i coordinatori dei nostri oratori, che continuano con passione a proporre questa esperienza in un contesto che pare faticare a capire che la sua forza sta (stava?) nell’essere proposta di una comunità cristiana che ha provato a ragionare insieme, a progettare insieme, ad impegnarsi insieme, a proporre insieme. Dimensione oggi particolarmente difficile, come tutti i processi comunitari. Non mancherà al vostro osservatorio la percezione che le proposte delle nostre parrocchie sono estremamente variegate (nei prezzi, nelle gite, nelle proposte). Certamente basta mettere il naso dentro qualsiasi Grest per capire che non può esserci il dubbio che si stia vivendo qualcosa di elitario, tutt’altro! Al Grest si appoggiano i servizi sociali dei nostri paesi e della città, al Grest (anche a causa della enorme trasformazione demografica degli ultimi anni) il numero di adolescenti-animatori è sempre più incidente rispetto a quello dei bambini, al Grest le nostre parrocchie accolgono i figli delle famiglie con difficoltà economiche spesso integrando la quota. Che belli i nostri Grest negli anni ’90! Che bello il curato dedicato, magari le suore del paese, che bello il campo da calcio in terra battuta con i nuvoloni di sabbia che si alzavano. Che bella un’ora alla piscina di Mompiano (poi si esce e ci si cambia), raggiunta a piedi, dopo una bella camminata. O la gita su uno dei colli dietro all’oratorio! Che belli gli anni ’90, ma non ci sono e non ci saranno più! Sono cambiati gli standard richiesti (non è opportuno - ci è stato più volte ricordato - il pranzo al sacco in cui ognuno porta il proprio da casa), sono cambiati i prezzi dei pullman, sono cambiati i bambini e gli animatori, sono cambiate (radicalmente!) le attese e le esigenze delle famiglie (i nostri Grest durano molto di più, in estati molto più calde, con bambini - non tutti ovviamente - che sono pochissimo capaci di giocare insieme). Possiamo immaginare, progettare, provare a proporre Grest belli per gli anni ’20? Potranno i nostri figli (quando saranno genitori) ricordare i Grest che stanno vivendo con la stessa nostalgia che lei e il lettore Diego provate per il Grest che avete vissuto? Possiamo far sì che gli animatori imparino al Grest a «prendersi cura» dei loro fratelli più piccoli, e che questa esperienza di cura sia una di quelle occasioni che fanno «diventare grandi»? Possiamo sperare che i costi si mantengano ordinari (se guardo fuori dagli oratori vedo prezzi ben diversi!) perché quella del Grest sia una esperienza per tutti e aperta a tutti? Nei nostri oratori si lavora per questo, con le difficoltà e gli entusiasmi, le problematiche (anche economiche!) e la passione che continua a sostenere il servizio di tante persone: educatori, volontari, animatori. Concludo: vorrei chiederci - reciprocamente - di sostenerci con carità, anche segnalando eventuali difetti ed errori, ma provando prima di tutto a guardare con gratitudine e simpatia a chi che spende tempo ed energia nel difficile compito dell’educare.
Don Giovanni Milesi
Direttore Ufficio per gli Oratori Diocesi di Brescia
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