Sono inciampata, ma quanta gente mi ha poi aiutato
In breve i fatti: venerdì 26 giugno 2026 a causa di autobloccanti di cemento posizionati malamente sul piano pedonale sono inciampata e caduta nel parcheggio antistante il Decathlon di Lonato del Garda. Poteva andarmi molto male perché sono atterrata sulla carreggiata dove, al momento, fortunatamente, non passavano automobili. Non voglio parlare di me, ma delle persone, oltre mio marito, che mi hanno aiutata, sostenuta, confortata, assistita. Ho toccato con mano l’umanità e la premura verso chi non avevano mai visto e sicuramente non incontreranno più. C’è ancora amore verso il prossimo nonostante sembri che prevalga l’indifferenza. Ringrazio la signora Irene che mi è stata vicina, i dipendenti del Decatlhon che si sono prodigati, in particolare Giorgia, che forse tremava più di me, che ha disinfettato le ferite e come la Samaritana, mi ha dato da bere. Un’esperienza negativa, ma mi ha fatto scoprire altruismo e bontà. Grazie a tutti i presenti in quel momento.
Milena
Cara Milena, lo ammettiamo: appena ci siamo messi a scorrere la sua lettera eravamo certi si trattasse dell’ennesima segnalazione di qualcosa che non va. Attenzione. Non che la pubblica lagnanza sia ritenuta fuori luogo, tutt’altro: per come la concepiamo, le pagine delle lettere hanno nella possibilità di sfogo e di denuncia un giunto cardine, la cinghia di trasmissione che rende il giornale libero e insieme proprio, di ciascuno. Semmai siamo noi che, essendo abituati allo stesso piatto di portata, talvolta ci piace essere spiazzati con un pezzetto di dolce o di formaggio. Come ha fatto lei, descrivendo della medaglia il rovescio, raccontando come nel gramo possa celarsi un seme buono. Grazie dunque a tutti coloro che l’hanno soccorsa e a lei, che ha saputo trasformare un inciampo in trampolino.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


